Sull’attività del Comitato dei Garanti istituito per garantire la più ampia trasparenza nell’impiego delle somme raccolte a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 nel Centro Italia tramite sms solidale e conto corrente bancario, riceviamo e di seguito pubblichiamo la seguente nota del Garante regionale per il contribuente della Regione Umbria, Wladimiro De Nunzio, componente del Comitato dei Garanti, che specifica gli interventi della Regione Umbria finanziati con le donazioni e per i quali si è già in fase di progettazione, di intesa con i soggetti beneficiari: dotazione tecnologica informatica per le scuole, Centri polivalenti (per i quali già sono state individuate le aree), beni culturali (per cui già è stato definito l’elenco delle opere che verranno restaurate con questi fondi solidali).

“In base al protocollo d’intesa – sottoscritto nel 2014 dal Dipartimento della Protezione civile, dalla Rai e da altri mass media per l’attivazione e la diffusione di numeri solidali per la raccolta di fondi da destinare alle popolazioni colpite da calamità naturali, operativo ancora durante gli eventi sismici di agosto 2016 e successivi che hanno colpito Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo – “al fine di approvare le proposte progettuali relative agli interventi….e di garantire la più ampia trasparenza nell’impiego (delle somme raccolte) è prevista la costituzione di un COMITATO DEI GARANTI, composto da personalità di indiscussa e riconosciuta moralità e indipendenza”.

L’art 4 del protocollo recita: “Le Regioni colpite dall’evento, sulla base delle esigenze manifestate dal territorio, mediante la predisposizione di un piano generale dei danni subiti, formulano le proposte da sottoporre, tramite il Dipartimento, al Comitato dei Garanti”.

L’art 6 prevede: “Il Comitato dei Garanti verifica, altresì, che le somme raccolte …siano utilizzate nel rispetto dei principi di efficacia, trasparenza ed economicità “. “Il Comitato dei Garanti verifica che i Soggetti attuatori osservino i principi generali di trasparenza” e “qualora la somma raccolta costituisse un contributo alla realizzazione degli interventi approvati, il Comitato dei Garanti dovrà verificare che il Soggetto attuatore disponga della copertura necessaria, mediante alternative fonti di finanziamento pubbliche e/o private, alla completa realizzazione degli interventi stessi.”

Per l’Umbria, è stato nominato Garante, su designazione del Presidente della Regione, con decreto del Capo dipartimento della Protezione civile del 14.4.2017 il dott Wladimiro De Nunzio.

Nella riunione della Cabina di coordinamento dei Presidenti delle Regioni del 12 maggio 2017 si è convenuto che i fondi siano destinati ad interventi suddivisi per le 4 Regioni in base alle quote dei danni subiti e convenzionalmente stabilite nelle seguenti percentuali: Marche 62%; Umbria 14%, Lazio 14%, Abruzzo 10%.

Conseguentemente la quota di fondi attribuita all’Umbria è pari ad € 4.620.000.

Nella successiva riunione di Cabina dell’8 giugno si è convenuto, altresì, che gli interventi riguarderanno sia le scuole sia altre strutture pubbliche che sebbene non oggetto della ricostruzione risultano comunque indispensabili per assicurare la ripresa dello sviluppo socio-economico dei territori colpiti dagli eventi sismici, nonché il potenziamento dei presidi di emergenza.

Il 21 giugno si è tenuta la riunione di insediamento del Comitato dei Garanti. Il Comitato dei Garanti in data 12 luglio, con una rigorosa iniziativa senza precedenti, ha fissato, con Regolamento, i seguenti criteri e modalità per l’organizzazione e lo svolgimento delle proprie attività previa verifica della sussistenza: del presupposto della ubicazione dell’intervento da realizzarsi, quantomeno nella sua parte preponderante ove l’opera interessi più Comuni, nell’ambito del territorio di taluno dei Comuni elencati negli allegati 1, 2 e 2bis, salva la derogabilità, ai sensi del comma 2, dell’art, 1 del DL 189/2016, ove venga dimostrato dal Commissario Straordinario, il nesso causale tra gli eventi sismici e l’immobile distrutto o danneggiato, oggetto di proposta progettuale, “comprovato da apposita perizia asseverata”; della completa copertura finanziaria, ai sensi dell’art. 6, comma 6 del citato Protocollo d’Intesa;

informa le proprie scelte, in particolare: ai messaggi promozionali comuni (claim); alle eventuali specifiche finalizzazioni assegnate da donatori individuati; alla presentazione, all’atto della valutazione definitiva ai fini dell’osservanza del principio di efficacia, dei tempi stimati di realizzazione dell’opera; di regola, ad ipotesi di ragionevole continuità nel tempo dei benefici che le popolazioni colpite dalle calamità potranno trarre dalla realizzazione del singolo progetto finanziato, con particolare riferimento alla natura giuridica dei soggetti che, in seguito, gestiranno l’iniziativa ed alla loro durata nel tempo; alla presenza di un nesso causale tra il danno da evento sismico e le opere eventualmente da ricostruire o restaurare ovvero alla valutazione dell’apporto, in termini di miglioramento della qualità della vita in favore della popolazione del territorio colpito dal sisma.

Più in generale, informa le proprie scelte a criteri di prudenza nella stima degli eventuali valori aggiuntivi di progetti e di iniziative di rilancio e sviluppo in favore dei territori colpiti dall’evento calamitoso, basando le relative determinazioni su solidi elementi di valutazione da fornire, in origine, dalle Regioni proponenti, anche con riferimento all’utile amministrazione dell’opera realizzata nel tempo.

Per l’efficace espletamento dei propri compiti, il Comitato si avvale (tra l’altro) di flussi informativi forniti dal Commissario straordinario per la ricostruzione nelle fasi propositive:

circa l’individuazione dei progetti sottoposti all’ approvazione del Comitato segnalando le parti che ricadono o non ricadono nei territori indicati negli allegati 1 (Sisma del 24 agosto 2016), 2 (Sisma del 26 e 30 ottobre 2016 ) e 2bis (Sisma del 18 gennaio 2017), all’art.1 (Ambito di applicazione) del D.L.; con riguardo alla completezza delle proposte progettuali, in particolare sui dettagli inerenti: il nesso causale tra eventi sismici ed opera da ricostruire o restaurare; ovvero il valore aggiuntivo dell’intervento, qualora trattasi di opera “senza nesso”, in quanto nuova ma in grado di apportare un oggettivo miglioramento al territorio colpito dal sisma ed alla qualità della vita delle popolazioni ivi residenti; l’ubicazione del bene, specificando se lo stesso, se di carattere estensivo, insiste, quantomeno nella parte principale, in uno dei Comuni indicati dalle disposizioni normative del D.L.; ulteriori elementi quali, ad esempio, la documentazione delle fonti di copertura, nel caso di finanziatore concorrente, i soggetti attuatori, i beneficiari ed i gestori delle opere proposte; il cronoprogramma relativo ai tempi di realizzazione, per ogni progetto, dalla data di approvazione dello stesso; l’idoneità del progetto a produrre concreti e positivi effetti nel futuro, compreso il mantenimento in uso dei beni.

Il 17 luglio, si è tenuta la riunione del Comitato dei Garanti per l’esame dei progetti presentati dalle 4 Regioni, alla presenza di una rappresentanza dei donatori.

Il Rappresentante della Struttura Commissariale ha illustrato la nuova formulazione progettuale che si basa sui criteri già emersi nella riunione del 21 giugno e formalizzati nel Regolamento, il quale stabilisce che il Comitato medesimo, previa verifica della sussistenza, uniforma le proprie scelte, in particolare, “alla presenza del nesso causale tra il danno da evento sismico e le opere eventualmente da ricostruire o restaurare, ovvero alla valutazione dell’apporto, in termini di miglioramento della qualità della vita, in favore della popolazione del territorio colpito dal sisma”.

Il Rappresentante ha proseguito specificando che, tutti i danni provocati dal sisma, inquadrati come prioritari, sono interamente coperti dai finanziamenti statali e che, pertanto, si è ritenuto di utilizzare le donazioni, peraltro così ingenti, non solo ai fini della mera ricostruzione di quanto preesistente al verificarsi degli eventi in questione, anche in termini di “valore aggiunto”, stante la necessità, per quei territori, di dotarsi di qualificate infrastrutture, idonee a consentire un salto qualitativo del territorio, al fine di evitare il progressivo esodo della popolazione, peraltro già in atto prima del sisma, verso altre località, maggiormente attraenti in termini socio-economici.

Il Vice Capo Dipartimento ha chiarito che le proposte avanzate dalle Regioni e formulate dal Commissario Straordinario, sono state condivise dai Comitati istituzionali che costituiscono, a livello locale, la sede strategica per manifestare le esigenze del territorio.

Sono seguite le esposizioni dei progetti da parte dei rappresentanti delle 4 Regioni e le determinazioni del Comitato.

“Il Rappresentante per l’Umbria, prima di procedere alla analitica descrizione delle proposte progettuali, rende noto che tutti gli interventi da realizzarsi sono collocati all’interno del cratere e che, quindi, rientrano nelle fattispecie di cui all’art. 1, comma 1, del D.L. 189/2016.

Informa, altresì, che, in data 10 luglio, i 15 Comuni del cratere della Regione Umbria hanno approvato lo schema di ripartizione delle somme provenienti dalle donazioni sui rispettivi progetti, i quali rispondono in maniera armonica alle reali esigenze manifestate dai Comuni stessi.

La prima ipotesi di impiego delle donazioni, per un importo pari a 1.000.000 di euro, consiste nella possibilità di dotare i territori della Valnerina di una rete informatica di scuole primarie, con aule interamente digitali e cablate, sulla scorta, peraltro, delle positive esperienze già attivate, in attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale.

Specifica che, l’introduzione di sistemi informatici nel settore della istruzione, caratterizzata da modalità fortemente innovative, in territori che, peraltro, presentano una sensibile frammentazione e marginalità, contribuirebbe a consolidare la permanenza di famiglie con figli nei Comuni della Valnerina, grazie ad una offerta formativa altamente competitiva. Inoltre, i benefici delle nuove tecnologie favoriranno l’inclusione digitale anche dei ragazzi diversamente abili e consentiranno di educare tutti i giovani ad un sano e corretto uso di internet.

La seconda proposta di impiego delle risorse solidali, per un impegno pari a 3.100.000 di euro, riguarda i Centri delle Comunità da realizzarsi nei Comuni di Norcia, Vallo di Nera, Cascia, Preci, Monteleone di Spoleto che non dispongono di simili strutture.

Il Rappresentante informa il Comitato dei Garanti che l’obiettivo è quello di costituire una rete di Centri con vere e proprie finalità di protezione civile, da realizzarsi, peraltro, nelle zone del “cratere”, mediante la creazione di presidii, diffusi sui territori a maggiore rischio sismico, anche al fine di affermare e sostenere l’integrazione sociale della collettività.

La proprietà di tali Centri spetterà alla Regione Umbria e gli stessi insisteranno su terreni che, ogni Comune, renderà disponibile a tale scopo. Infine, la gestione sarà affidata direttamente ai cittadini riuniti in associazioni o Pro Loco.

La terza ipotesi di impiego, prosegue il rappresentante per l’Umbria, per un importo a valere sulle donazioni pari a 520.000,00 euro, riguarda il restauro di beni culturali mobili.

L’impiego delle risorse raccolte tramite le donazioni attribuite all’Umbria permetterebbe di avviare un processo atto a riqualificare e restaurare le opere deteriorate dal tempo e danneggiate a seguito del sisma, e restituirle, quindi, ai rispettivi siti originari.

Dalla citata documentazione integrativa, trasmessa in data 11 luglio scorso dalla propria Regione, risultano espressamente elencati i beni culturali mobili in questione, alcuni dei quali sono di proprietà pubblica ed altri ecclesiale.

Il rappresentante conclude il proprio intervento, affermando che l’obiettivo è quello di concludere i cantieri relativi alla riqualificazione, ristrutturazione e ricostruzione delle Chiese, riallocando detti beni nelle proprie strutture, per attrarre studiosi, famiglie e turisti.”

Gli impieghi delle risorse esposti permetterebbero di affrontare investimenti non coperti dalle risorse messe a disposizione per la fase di emergenza e di ricostruzione, ma altrettanto determinanti per le popolazioni colpite dal sisma.

Viene sottolineata nel dibattito la particolare importanza rivestita dalla realizzazione dei Centri delle Comunità quali strutture che, soprattutto nei momenti di criticità, possono rilevarsi strumenti necessari al fine di ridurre le conseguenze di tali eventi e costituire da punti di raccolta predefiniti in caso di situazioni calamitose.

Il Comitato dei Garanti, all’unanimità, ha approvato i suddetti progetti della Regione Umbria che saranno realizzati esclusivamente nei Comuni ricompresi nel “cratere”.

A seguito dell’approvazione di tutti i progetti delle altre Regioni, salvo uno per il quale è stato disposto rinvio per approfondimenti istruttori, il Dipartimento della Protezione civile ha comunicato alle Regioni il 4 settembre di aver trasferito la somma di circa 26 milioni di euro su un totale complessivo di € 29 milioni sulla contabilità speciale intestata al Commissario Straordinario del Governo, per consentire l’avvio delle procedure di realizzazione dei lavori approvati.

Il Componente del Comitato dei Garanti

Wladimiro De Nunzio”.