L’Italia ricorda, oggi, una delle pagine più drammatiche della sua storia. La strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, dove 85 persone persero la vita ed oltre 200 rimasero ferite. Tra le vittime, il giovane ternano Sergio Secci. Ancora oggi si attendono giustizia e verità. Stamane, l’associazione dei familiari delle vittime, ha polemicamente abbandonato l’aula del consiglio comunale di Bologna dove era un corso la cerimonia, prima che il ministro Gian Luca Galletti, in rappresentanza del Governo, prendesse la parola. “Non abbiamo nulla contro Galletti – ha detto il presidente dell’Associazione dei familiari Paolo Bolognesi – ma rappresenta un governo scorretto”.

E sempre stamane, il consiglio regionale dell’Umbria, ha osservato un minuto di silenzio in occasione dell’anniversario della strage alla stazione di Bologna, e per ricordare il giovane ternano Sergio Secci. La presidente dell’assemblea, Donatella Porzi, lo ha disposto su sollecitazione del capogruppo Cinquestelle Andrea Liberati, ricordando che alle celebrazioni odierne nel capoluogo emiliano e’ presente anche il gonfalone del Consiglio regionale dell’Umbria, oltre – ovviamente – al gonfalone del Comune di Terni, accompagnato da una delegazione.