Le vittime dei reati violenti saranno risarcite, a prescindere dal reddito. Lo annunciano la vice presidente della Camera, Marina Sereni e il senatore del PD Gianluca Rossi riferendo che e’ stato approvato l’emendamento in tal senso, a prima firma Sereni, e che verranno stanziati 31,4 milioni per il 2018.

“Con l’approvazione dell’emendamento, frutto di un lavoro di squadra con il governo e i colleghi Pd di Camera e Senato, si sana un’ingiustizia che vedeva le vittime di reati violenti o gli eredi espropriati di qualsiasi indennizzo a carico dello Stato nel caso avessero avuto un reddito pari o superiore a 11.528 euro” spiegano Sereni e Rossi ricordando che “in questa norma assurda era incappata, tra gli altri, la famiglia di David Raggi, il ragazzo ternano ucciso due anni fa da un giovane marocchino ubriaco davanti ad un locale a Terni”.

I deputati ricordano anche i dati riferiti al 2012: “su un numero totale di vittime di delitti intenzionali pari a 10.623, gli indennizzi erano stati appena 320. Per questo nelle settimane scorse abbiamo interloquito con l’Unavi (Unione nazionale vittime) per cercare di dare una risposta dignitosa al dolore e allo sconcerto di tante persone e famiglie in Italia. Non ci ha mossi l’intento di assicurare un sussidio a persone svantaggiate – spiegano la vicepresidente della Camera e il senatore PD – ma quello di rendere esigibile un diritto a persone violentate, pestate, uccise da criminali non identificati, non punibili o impossibilitati a risarcire. D’altro canto, proprio lo scorso anno il nostro Paeseaveva

recepito la direttiva 2004/80/CE con la legge 122 che riconosce l’accesso all’indennizzo “equo e adeguato al pregiudizio sofferto” indipendentemente dal luogo dell’Unione Europea in sui il reato e’ stato commesso. L’emendamento approvato consente dunque al nostro Paese di essere piu’ coerentemente in linea con la normativa comunitaria”.

Per il 2017 vengono stanziati finanziamenti aggiuntivi per 12,8 milioni di euro e 31,4 milioni per il 2018 che, “seppure non potranno mai riportare in vita o cancellare i segni in chi ha subiìto violenza, mostrano la volonta’ dello Stato di essere loro vicino e cancellano un pregiudizio oggettivo sulle vittime o sui loro parenti”.