Ieri sera, verso le ore 22, lungo la Strada Provinciale di Corciano, un automobilista si è imbattuto in una donna che fuggiva a piedi inseguita da un furgone condotto da un uomo: ha chiamato la Polizia. Sono intervenute le Volanti e gli agenti effettivamente hanno rintracciato un IVECO Daily che seguiva una donna che stava correndo a piedi; appena l’ha raggiunta, l’uomo scendeva dal veicolo e si metteva a discutere animatamente con la donna. I poliziotti dividevano la coppia e mettevano in sicurezza la donna;  l’uomo appariva visibilmente ubriaco. La donna riferiva che si trattava del proprio compagno che, come era accaduto altre volte, era andato in escandescenza. A stento ha ricostruito gli ultimi concitati momenti della serata. Ad un certo punto, l’uomo era diventato aggressivo; la donna, avendo capito che il compagno era fuori di sé, temendo per la sua incolumità personale, si rifugiava nella propria macchina chiudendosi all’interno e, nel contempo, chiamava una sua amica per chiedere aiuto. Per reazione, lui, come una furia, prendeva un cacciavite e lo conficcava sul cofano dell’auto e subito dopo rompeva lo specchietto retrovisore; rimaneva minaccioso e al tempo stesso urlava alla donna che aveva il suo cellulare tra le mani, con tono minaccioso  “A CHI CHIAMI ? ” Lei rimaneva all’interno dell’auto temendo per la propria incolumità fisica; approfittando di un momento di distrazione scappava a piedi.Lui, accortosi della fuga, si metteva alla guida del furgone raggiungendola più volte sino a che, grazie all’arrivo dei poliziotti, lui desisteva.  Gli agenti effettuavano il test etilometrico che dava esito positivo per 3,26 gr/L; era vicino al coma etilico, superando di molto il limite consentito di 0.50 .Dagli accertamenti  emergeva che aveva anche la patente scaduta; gli venivano contestate le violazioni al codice della strada della guida con patente scaduta e la guida in Stato di alterazione da sostanze alcoliche; il veicolo veniva sequestrato per la successiva confisca. In Questura si rilevava che in precedenti circostanze le forze di polizia erano intervenute già due volte perché lui l’aveva percossa. Dalla consultazione informatica della banca dati in uso alle Forze di Polizia emergeva che l’uomo risultava aver in passato avuto comportamenti violenti nei confronti di un altro familiare per i quali risulta tutt’ora indagato. Alla luce della gravità e dal susseguirsi dei fatti sopra esposti, si procedeva all’arresto in flagranza di reato per MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA, e veniva condotto al Carcere di Capanne.