Sono sei i casi di morbillo accertati in tre medici e tre infermieri che lavorano all’ospedale di Terni. Alcuni di loro sono attualmente ricoverati nella Clinica di Malattie infettive. La direzione dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, insieme al servizio sanità pubblica della USL Umbria 2, ha immediatamente predisposto un piano di informazione per i dipendenti e un piano di intervento che ha previsto nella mattina la vaccinazione del personale (15 persone) sicuramente venuto a contatto con i malati. Inoltre è stata avviata una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti gli operatori sanitari, mettendo a disposizione la vaccinazione a tutti coloro che non sono stati già vaccinati o che non hanno contratto la malattia. Tale intervento prevederà anche il controllo dello stato immunitario. Di pari passo l’Azienda territoriale ha alzato il livello di guardia ed ha già ordinato un numero aggiuntivo di vaccini, che saranno disponibili già nei prossimi giorni, ricordando che è attivo il punto di ascolto presso il servizio di Sanità Pubblica.

“Sei i casi accertati – spiega il direttore sanitario Sandro Fratini – di cui due nelle ultime ore, mentre i sanitari del pronto soccorso stanno valutando un’altra donna, che non è una operatrice sanitaria, con sospetto morbillo. Questi eventi dimostrano che c’è in generale una recrudescenza della malattia legata alla fase epidemica presente attualmente in Italia e più in generale alla riduzione della copertura vaccinale, che mette a rischio non soltanto chi contrae la malattia, ma anche i soggetti più vulnerabili non vaccinati o che non hanno sviluppato immunità totale a seguito della vaccinazione o ancora non vaccinabili per altre patologie. Appare pertanto indispensabile ricordare a tutti l’importanza della vaccinazione antimorbillo nei nuovi nati come indicato nel calendario vaccinale regionale”.

Il tasso di copertura vaccinale per il morbillo in Umbria è sceso al di sotto della soglia di sicurezza del 95%, che garantisce “l’immunità di gregge” raccomandata dall’OMS, passando dal 95.4% del 2010 al 89.9% del 2016. La media nazionale si attesta intorno all’85.3%, ma l’escalation che si sta verificando in Umbria non è meno preoccupante. Questa regione, infatti, ha registrato un aumento costante dei casi di morbillo negli ultimi cinque anni: uno nel 2013, venticinque nel 2016 e già ventuno sino ad oggi.