Rimane ai domiciliari il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, arrestato martedi’ scorso nell’ambito dell’inchiesta Spada: al termine dell’interrogatorio cui e’ stato sottoposto oggi, il gip Federico Bona Galvagno ha infatti respinto la richiesta di revoca della misura presentata dal legale del sindaco, l’avvocato Attilio Biancifiori. “La permanenza di questa misura – spiega il legale – nasce da una valutazione che, a maggior ragione dopo questa udienza odierna, riteniamo non fondata su elementi di necessita’. Per questo non possiamo che contrastarla facendo ricorso al tribunale del riesame di Perugia”. L’Avvocato Biancifiori ha aggiunto che a Di Girolamo, cosi’ come invece avvenuto per l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Bucari (al quale sono stati revocati gli arresti domiciliari, sostituiti dall’interdizione a svolgere il ruolo di amministratore), “non era possibile applicare una misura interdittiva dei domiciliari in quanto il codice di procedura non lo consente per gli uffici elettivi di investitura popolare, come appunto il sindaco”.

Nell’udienza di oggi, durante la quale e’ stata presentata anche una memoria difensiva, secondo il difensore “si e’ entrati nelle questioni di merito e giuridiche della vicenda” e il sindaco “ha dato prova che nelle prime delibere successive al momento in cui la magistratura ha iniziato ad attenzionare la vicenda le procedure sono state conformi alle norme da applicare”. Anche per questo – ha concluso l’avvocato Biancifiori – “non e’ possibile la reiterazione da parte del sindaco”, contestata invece dal giudice.

Come detto, sono invece stati revocati i domiciliari all’assessore Stefano Bucari, che però non potrà continuare a svolgere l’incarico pubblico. Il suo legale, Roberto Spoldi, ha riferito che il suo assistito ha risposto alle domande del giudice.

Buone notizie, anche per Sandro Corsi (Presidente della Cooperativa sociale ACTL) e per Carlo Andreucci (Presidente ALIS), anche loro ascoltati dal giudice, per i quali è stata disposta la revoca dell’interdittiva temporanea all’attività di impresa. Possono, dunque, tornare a svolgere il loro ruolo nelle rispettive cooperative sociali. I rispettivi legali hanno espresso soddisfazione.