“Sono stati 37, dal 2016 al primo trimestre 2017, i pazienti umbri trattati con farmaci a base di cannabis, di cui 27 per terapia del dolore, 5 per sindrome spastico-distonica, 3 per cure palliative, uno per epilessia farmaco resistente e uno per emesi da chemioterapia”: lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, secondo quanto emerso dal monitoraggio per l’attuazione della legge regionale n. 7/2014, relativa alle disposizioni per la somministrazione ad uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi.

  “L’Umbria – spiega Barberini – è stata la terza Regione in Italia a essersi dotata di una legge per l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico e i risultati sono soddisfacenti, perché l’uso di questa sostanza si è rivelato estremamente efficace per alleviare il dolore in presenza di malattie gravi come la sclerosi multipla. Per i 37 casi trattati finora, le due Usl hanno acquistato farmaci per una spesa totale di 15.642 euro più iva, che incide in maniera trascurabile sull’ammontare complessivo della spesa farmaceutica regionale. Le principali criticità rilevate – continua l’assessore – riguardano le procedure autorizzative per l’approvvigionamento del prodotto, che al momento viene importato dall’estero. Difficoltà risultate superabili con la disponibilità di prodotti nazionali”. Barberini evidenzia anche che “i farmaci cannabinoidi possono essere prescritti da medici specialisti e di medicina generale del Servizio sanitario regionale, sulla base piani terapeutici redatti secondo specifiche disposizioni previste dalla normativa nazionale in materia”.

L’assessore ricorda infine che “esiste un Comitato tecnico- scientifico, previsto dalla legge regionale n. 7/2014 e insediatosi il 14 aprile 2015, chiamato a vigilare sulla correttezza delle procedure per assicurare livelli uniformi di accesso ed erogazione dei farmaci cannabinoidi, a garantire la massima riduzione dei tempi di attesa, a promuovere campagne d’informazione sulle problematiche del dolore e sulla rete delle strutture deputate alla terapia del dolore e alle cure palliative, a monitorare il numero di pazienti trattati con farmaci cannabinoidi, a rilevare eventuali criticità, a predisporre corsi di aggiornamento e di formazione per gli operatori sanitari interessati, a individuare e suggerire i filoni di ricerca scientifica finalizzata alla sperimentazione clinica dell’efficacia della cannabis nelle patologie neurologiche, infiammatorie croniche, degenerative, autoimmunitarie e psichiatriche”.