Un mese fa ad Assisi presso un noto ristorante del centro storico  una professionista residente a Bastia Umbra stava trascorrendo una piacevole serata in compagnia dei suoi figli e dei suoi amici. La donna, prima di accomodarsi al tavolo, appendeva il proprio cappotto in puro cashmere con inserti in visione, sull’appendiabito di fronte al tavolo distante alcuni metri. Conclusa la cena, la donna si accorgeva che nei minuti trascorsi a preparare il denaro per pagare alla cassa e scambiarsi i saluti, il suo prezioso cappotto del valore di più di 5000 euro era scomparso. Ad avviare le prime indagini sono stati i bambini presenti alla cena veri e propri provetti detective.
Ad accorgersi di quanto era successo infatti erano state due bambine che avevano notato la commensale che era seduta ad un tavolo vicino in compagnia di un uomo, uscire dal ristorante con indosso un cappotto di colore scuro mentre teneva però sottobraccio proprio il cappotto in cashmere.
Un altro dei bambini che stava giocando nei pressi della cassa al momento di pagare il conto della cena aveva visto la signora bionda che, con fare sospetto, faceva capolino da un muro divisorio. A quel punto, l’altro figlio adolescente correva fuori dal ristorante per cercare di fermare la ladra e fortunatamente riusciva ad intravedere, mentre si allontanava dal vicino parcheggio pubblico, la donna bionda seduta al lato passeggero anteriore di un‘autovettura di colore grigio della quale riusciva con prontezza a memorizzarne la targa. Scattata la segnalazione in Commissariato, gli agenti della Squadra Volante, diretti dal Vice Questore Aggiunto della P.d.S. Francesca D. DI LUCA, immediatamente giungevano sul posto e iniziavano a raccogliere ogni informazione necessaria alla ricostruzione della dinamica dell’evento. Grazie agli accertamenti condotti sul numero di targa, si risaliva all’intestatario dell’autovettura a bordo della quale la donna si era allontanata.
Si trattava di un artigiano, quarantenne, della Provincia di Arezzo, incensurato che viene ripreso dalle immagini del sistema di videosorveglianza del parcheggio pubblico nel frattempo acquisite dagli agenti, proprio in compagnia della signora bionda mentre pagano il ticket della sosta. Le medesime immagini ritraevano chiaramente anche la donna che porta sotto braccio proprio il prezioso capo d’abbigliamento.
A quel punto, i poliziotti dell’Ufficio Anticrimine su delega dell’Autorità Giudiziaria si recavano nell’abitazione dell’uomo ripreso in sua compagnia per eseguirvi una perquisizione domiciliare alla ricerca del capo di vestiario
trafugato. Poiché l’attività dava esito negativo, dalla Toscana gli agenti estendevano le ricerche alla abitazione di lei, identificata grazie ad elementi utili raccolti nell’appartamento del 40enne.
I poliziotti tornavano a quel punto in Umbria e più precisamente a Ponte San Giovanni dove la donna, una insospettabile 32enne di buona e stimata famiglia, laureata in giurisprudenza ed aspirante avvocato, viveva.
Giunti a casa della giovane gli agenti riuscivano a rinvenire nel corso della perquisizione, ben custodito dentro un cellophane appeso nell’armadio, proprio il cappotto rubato un mese prima.
A nulla sono valse le lacrime e la costernazione della donna che dichiarava agli agenti di averlo preso per sbaglio e di non aver fatto in tempo a riportarlo al ristorante perché troppo impegnata nella preparazione di un difficile e impegnativo concorso pubblico del quale stava attendendo l’esito. La donna veniva condotta in Commissariato dove veniva denunciata per il reato di furto con destrezza. Il prezioso indumento è invece stato restituito alla legittima proprietaria.