C’erano anche marche da bollo false sui documenti inseriti nelle pratiche riferibili ad alcuni brasiliani che hanno ottenuto illecitamente la cittadinanza italiana: e’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Nola, in provincia di Napoli, nell’ambito delle indagini dei carabinieri, coordinate dalla locale Procura, che hanno fatto luce su un giro di pratiche false grazie alle quali centinaia di sudamericani, perlopiu’ brasiliani, sono diventati italiani. Due gli arresti, ai domiciliari, eseguiti ieri dai militari dell’arma della Compagnia di Castello di Cisterna, riguardanti il dipendente comunale di Brusciano, nel napoletano, Michele Di Maio, 57 anni, e l’italo-brasiliano Luis Sonda Vanderlei, 43 anni, titolare della “Interamna International”, un’agenzia di pratiche amministrative di Terni. Nel corso di una perquisizione, inoltre, Michele Di Maio – impiegato nell’Ufficio Stato Civile del comune del napoletano, sospeso dal sindaco lo scorso agosto – e’ stato trovato in possesso di 23 marche, 21 delle quali sono risultate contraffatte e dello stesso tipo di quelle trovate sulla documentazione sequestrata. Di Maio, comunque, poteva anche non sapere che si trattava di valori bollati contraffati e, infatti, in merito a questa circostanza, non gli viene contestato alcun reato.

Coloro che hanno ottenuto la cittadinanza italiana illecitamente, e’ inoltre emerso dalle indagini, grazie all’assenza di controlli sulla residenza, arrivavano in Italia il tempo strettamente necessario per il disbrigo delle formalita’ burocratiche, circa un paio di giorni, per poi fare rientro nei loro paesi di origine, prevalentemente il Brasile, dove attendevano il rilascio del certificato di cittadinanza. Tra il materiale informatico sequestrato a Sonda figura anche un file Word dove sono stati annotati i nomi di moltissimi cittadini che sono diventati italiani a Brusciano malgrado le macroscopiche carenze documentali.