Torna alta la tensione nel carcere di Terni, nel recente passato al centro delle cronache per il continuo ripetersi di episodi ed eventi critici tra le sbarre. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri.

Spiega Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del SAPPE: “Da tempo denunciamo una situazione allarmante, caratterizzata da una significativa riproposizioni di eventi critici. Nella prima mattinata di lunedì 27 marzo, un detenuto italiano che tempo fa aveva aggredito alcuni colleghi e distrutto più volte la cella, torna alla carica e aggredisce caposala dell’infermeria dell’Istituto ternano. Lo stesso era stato trasferito dalla Casa Circondariale di Terni per aver minacciato il Personale che nei vari turni prestava servizio nella sezione detentiva dove era ubicato, ma dopo poco tempo veniva nuovamente riassegnato nel penitenziario ternano. Come se non bastasse un detenuto marocchino, già ricoverato nei giorni scorsi per aver ingoiato pile e pezzi di ferro, nella stessa serata si recide un’arteria al punto che viene inviato in ospedale con l’ambulanza e finisce in sala operatoria. La situazione è grave e servono urgenti interventi. Noi continuiamo a dirlo da tempo. Cosa si aspetta ad intervenire?”

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, sottolinea le difficoltà operative della Polizia Penitenziaria in Italia: “Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.  Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 Agenti”.

“Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, conclude il leader del SAPPE. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Nell’anno 2016 ci sono infatti stati 39 suicidi di detenuti, 1.011 tentati suicidi, 8.586 atti di autolesionismo, 6.552 colluttazioni e 949 ferimenti.  Numeri allarmanti, che fanno capire i disagi e le difficoltà quotidiane con le quali quotidianamente ha a che fare la Polizia Penitenziaria, anche a Terni. Ed è l’ora che le istituzioni penitenziarie nazionale e regionale raccolgano il grido del SAPPE sulla costante tensione in atto nel carcere ternano”.