Erano circa le 9.00 di ieri mattina, domenica 12 febbraio,  quando giungeva alla sala operativa della Questura una richiesta di intervento per uno straniero che infastidiva la clientela di un supermercato nei pressi della Stazione di Fontivegge. All’arrivo sul posto, i poliziotti individuavano immediatamente il soggetto descritto ed attendevano che lo stesso oltrepassasse le casse per fermarlo e controllarlo. Pagata regolarmente la merce acquistata l’uomo, un ivoriano di 21 anni regolare sul territorio e con precedenti per stupefacenti e furto, si mostrava fin da subito insofferente alle domande degli agenti. All’improvviso lo straniero iniziava a gridare di non aver fatto nulla e che lo si stava accusando ingiustamente e ciò con il chiaro intento di attirare l’attenzione delle persone presenti nel negozio cercando di mettere in difficoltà i poliziotti. A nulla sono valse le spiegazioni che gli agenti fornivano all’uomo circa il fatto che si trattasse di un mero controllo: dopo aver mantenuto le mani in tasca in un atteggiamento di forte ostilità, l’ivoriano iniziava all’improvviso a colpire con calci e pugni gli agenti iniziando una colluttazione durata oltre dieci minuti. Per tentare di calmare l’uomo, gli operatori venivano più volte colpiti riportando contusioni con prognosi di sette giorni. Neppure le manette sono state sufficienti a ricondurre lo straniero alla calma: seppure impossibilitato ad usare gli arti superiori, l’ivoriano continuava a sferrare calci per evitare di salire sulla volante e, una volta a bordo, colpiva ripetutamente gli sportelli della vettura per tentare di scendere. Negli Uffici della Questura solo l’intervento di altri poliziotti riusciva, infine, a ricondurlo ad un apparente quanto temporaneo stato di quiete. Tratto in arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, al momento di essere privato delle manette per fare ingresso nelle camere di sicurezza, l’ira e l’aggressività dell’uomo esplodevano nuovamente con ancora maggiore intensità. Data la condotta incompatibile con la permanenza in Questura, l’ivoriano, su disposizione del Pubblico Ministero, è stato tradotto a Capanne. Attenderà in carcere la celebrazione del rito direttissimo con il quale verrà giudicato nei prossimi giorni.