Sono oltre 100 mila le verifiche di agibilità eseguite nelle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto. Il dato è stato reso noto dal Dipartimento della Protezione Civile. I controlli sono stati svolti dalle squadre di tecnici ed esperti sia con procedura AeDes (Agibilità e Danno in emergenza sismica), avviata fin dai primi giorni successivi alla scossa del 24 agosto, e sia con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto), attivata dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre.

Fino a sabato scorso sono complessivamente 100.115 i sopralluoghi di agibilità effettuati nelle Regioni Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, in 5 mesi, grazie all’impegno di circa 5.200 tecnici: si tratta di professionisti appartenenti ai Consigli nazionali degli Ingegneri, Architetti, Geometri e Geologi impiegati a titolo volontario, nonchè di tecnici dei centri di competenza del Dipartimento, delle Regioni, delle Forze Armate e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Attualmente sono operative sui territori 89 squadre per i sopralluoghi, a cui si aggiungono 23 tecnici impegnati nel supporto ai centri di coordinamento e alla digitalizzazione delle schede.

In Umbria, in particolare su 16.721 verifiche effettuate sono 12.290 gli esiti attribuiti: risultano 8.480 edifici agibili (il 69%) e 365 “non utilizzabili” per solo rischio esterno, mentre sono 3.445 gli esiti di “non utilizzabilità’” per danneggiamento.

Il protrarsi della sequenza sismica (che dal 24 agosto ha fatto registrare oltre 53 mila scosse, di cui 9 di magnitudo superiore a 5), ha più volte incrementato il numero delle richieste di sopralluogo.