Duomo gremito, a Terni, per rendere l’ultimo saluto ad Alessandro Riccetti, il 33enne morto per la slavina che ha travolto l’Hotel Rigopiano, ai piedi del Gran Sasso, dove lavorava nella reception. Tanti amici, ma anche semplici cittadini ad affollare la Cattedrale, dove erano presenti anche le autorità, guidate dal Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, che aveva proclamato il lutto cittadino, e dalla presidente della Regione Catiuscia Marini. Presente anche il sottosegretario Giampiero Bocci ed il vice presidente della giunta umbra Fabio Paparelli, mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato una corona di fiori deposta da due carabinieri in alta uniforme. La salma di Alessandro Riccetti è arrivata in Duomo intorno alle 12. Ad attenderla, sul sagrato, il Vescovo della Diocesi di Terni, Narni ed Amelia, Mons. Giuseppe Piemontese, che ha poi officiato il rito funebre, seguito – grazie all’ausilio di alcuni altoparlanti – anche dalla folla che gremiva il piazzale antistante la cattedrale. Il feretro del 33enne ternano e’ stato accompagnato dalla mamma di Alessandro, Antonella, e dai parenti del giovane e scortata dai volontari della Croce Rossa di Avigliano Umbro, che in questi difficili giorni sono stati in stretto contatto con la famiglia. In chiesa c’erano anche anche i volontari del soccorso alpino, che hanno depositato dei fiori sulla bara della giovane vittima ternana della slavina.

“Mi piace pensare Alessandro – ha detto Mons. Piemontese nella sua omelia – in compagnia di Gesu’, che nella ‘hall’ del Paradiso, continua il suo servizio, gentile, competente, multilingue di accoglienza di quanti con onesta’, rettitudine e laboriosita’ hanno dato senso alla loro esistenza e ora ricercano un tempo di riposo, anzi un riposo eterno. Alessandro – ha proseguito il presule – ha formato la sua personalita’ e si e’ arricchito con l’esperienza gioiosa, oltre che nella famiglia, anche nella comunita’ ecclesiale. Per dare senso alla sua esistenza ha affrontato tanti sacrifici con lo studio assiduo, anche accademico, con l’esperienza del lavoro anche all’estero. La professionalita’ conseguita gli ha consentito un lavoro dignitoso e onorevole. Ma la sorte avversa, la natura, che questa volta si e’ mostrata matrigna – ha aggiunto il Vescovo di Terni – hanno posto termine prematuramente alla sua vita”. “Proveremo a farci forza – ha detto nel suo intervento uno degli amici di Alessandro Riccetti – a ricompattarci ancora di piu’ tra noi, i tuoi amici, per farti giustizia. Perche’ e’ inaccettabile – ha aggiunto – andarsene in questo modo, mentre si svolge il proprio dovere di lavoratore”. “Sarai per noi la nostra guida – ha concluso una amica della sorella di Alessandro, Maria Chiara – il nostro angelo, il tuo sorriso rimarra’ in tutti noi”.