Si fingevano “enti no-profit” ma, in realtà, erano vere e proprie attività con scopo di lucro. L’attività illecita è stata però smascherata dalla Guardia di Finanza di Terni che, attraverso mirati controlli ha scoperto tre finte “onlus” le quali operavano senza possedere i requisiti indispensabili per beneficiare delle previste agevolazioni fiscali. A cadere nella rete delle ispezioni sono state 3 associazioni impegnate nei settori dell’assistenza alle persone, turistico/ricreativo e sportivo, tutte e tre accomunate da un unico obiettivo: evitare il pagamento delle imposte ed usufruire del regime di tassazione agevolato riservato dal fisco a questo tipo di Enti. Per tutte è stata infatti accertata l’assenza del vincolo associativo nonché, in alcuni casi, un’irregolare distribuzione di utili, l’indebita erogazione di rimborsi spese e l’inattendibilità della rendicontazione delle entrate e delle uscite, tutte circostanze che hanno comportato la perdita del diritto al trattamento di favore previsto dalla normativa vigente. Molte delle persone qualificate come soci, sentite dalla Guardia di Finanza, hanno dichiarato di non conoscere il regolamento o il funzionamento dell’associazione alla quale erano iscritti.

I Finanzieri, sulla base di tutti gli elementi acquisiti, hanno quindi riqualificato le attività controllate alla stregua di vere e proprie aziende, ricostruendone il volume di affari da sottoporre a tassazione, rilevando e segnalando all’Agenzia delle Entrate maggiori ricavi per oltre 300.000 euro, con un’evasione I.V.A. per circa 120.000 euro.