L’avvocato Italo Carotti, difensore di Annalisa Grasso, indagata nel procedimento “Seven to stand”, ha depositato, il 19 ottobre scorso, una istanza di revoca degli arresti domiciliari al Gip del Tribunale di Terni, Simona Tordelli. La difesa, inoltre, ha chiesto che la Grasso venisse sottoposta ad interrogatorio dal PM titolare delle indagini, Marco Stramaglia, dinanzi al quale la stessa Grasso è comparsa ieri, 20 ottobre, per chiarire alcuni punti centrali del suo ruolo marginale all’interno della vicenda.

L’interrogatorio, informa l’avvocato Carotti, è durato per circa 3 ore e l’indagata ha risposto a tutte le domande poste dagli inquirenti, anche a chiarimento di elementi indiziari raccolti in sede di indagine e conosciuti dalla difesa soltanto nelle ultime ore (trattasi degli atti posti a fondamento della originaria richiesta di applicazione della custodia in carcere).

La Grasso ha ribadito il suo ruolo nel cosiddetto “protocollo” che consisteva esclusivamente in trattamenti osteopatici riabilitativi che puntavano a migliorare la qualità della vita dei malati. Stamattina il Gip di Terni ha revocato la misura degli arresti domiciliari ritenendo “scemate” le esigenze cautelari con riferimento all’indagata, e riconoscendole la “concreta volontà di dissociarsi dal sodalizio criminale”.

Ai domiciliari, quindi, resta soltanto l’avvocato Fabrizio De Silvestri.