Primi interrogatori, davanti al Gip di Terni Simona Tordelli, delle sei persone finite in carcere nell’ambito della presunta truffa ai danni di pazienti affetti da malattie degenerative attraverso un protocollo medico ritenuto del tutto inefficare ed in alcuni casi anche dannoso. Cinque degli arrestati sono in carcere, uno è invece ai domiciliari. I primi ad essere ascoltati sono stati il medico Pierluigi Proietti, che si è detto estraneo alle accuse a lui rivolte e l’ingegnere biomedico Edoardo Romani, che è avvalso della facoltà di non rispondere.

Domani, sarà invece la volta di quello che gli inquirenti ritengono essere il presunto ideatore del protocollo “Seven to stand”, l’avvocato Fabrizio De Silvestri, accusato oltre che di associazione a delinquere finalizzata alla truffa anche di esercizio abusivo della professione medica, e la sua compagna, la fisioterapista Annalisa Grasso.

Sarebbero oltre 230, i malati affetti da sclerosi multipla, morbo di Parkinson e artrite reumatoide che avrebbero pagato dai 2.000 ai 4.000 euro per cure che duravano circa 45 giorni. Ma la Polizia sta ancora indagando per accertare il reale numero delle persone truffate.