Sospetto caso di TBC nel carcere di Terni. Si tratterebbe di un detenuto italiano di 74 anni, recluso per il reato di violenza sessuale ed isolato, in carcere, per motivi sanitari.

A darne notizia è il SAPPE, il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria, che denuncia di “avere pagato agli agenti, di tasca propria, le mascherine per fronteggiare un eventuale contagio perché l’Amministrazione penitenziaria non le fornisce”.

Per Fabrizio Bonino, segretario regionale del SAPPE, “la cosa grave è che il Personale di Polizia Penitenziaria (a differenza di medici e infermieri del carcere) non è dotato di un simile strumento, invece indispensabile all’interno delle case di reclusione, dove almeno una patologia sanitaria è presente nel 60-80% dei detenuti. Ciò vuol dire – aggiunge il Segretario umbro del SAPPE – che due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti ci sono quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti”.