Era dedita al riciclaggio di ingenti somme di denaro provento di phishing di ultima generazione la pericolosa rete criminale transnazionale, composta prevalentemente da nigeriani e camerunensi, sgominata nell’ambito di una inchiesta transnazionale condotta, in collaborazione con EuroPol e Interpol, anche dalla polizia postale e delle Comunicazioni di Perugia, oltrechè dai compartimenti regionali di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna e Firenze.

29 delle 62 ordinanze emesse complessivamente nell’inchiesta sono state disposte dalla Procura della Repubblica di Perugia.

Secondo le prime informazioni la banda riusciva a realizzare ingenti profitti grazie ad un tecnica innovativa che consiste nell’accesso abusivo informatico a caselle di posta elettronica di aziende italiane ed estere commesso attraverso tecniche di hackeraggio e social engeneering.