Ha atteso il rientro a casa della moglie e nel garage le ha sparato alla testa un colpo con il suo fucile a pompa, uccidendola; poi ha rivolto l’arma contro sé stesso e si è suicidato: una tragedia che si è consumata nel giro di pochi attimi in una villetta isolata di Uppiano, alla periferia di Città di Castello.

Le vittime sono entrambe del posto, un agente di polizia di 41 anni e la moglie quarantenne che da qualche mese gestiva una comunità per il recupero di minori. Come prassi gli accertamenti sono ancora in corso ma la polizia che indaga non sembra avere dubbi sul fatto che si sia trattato di un omicidio-suicidio. Tra le ipotesi quella che a provocarla possa essere stata la gelosia per una relazione (la coppia non aveva figli) ormai quasi finita.

A dare l’allarme il socio della donna che – è emerso dalle indagini – passando di fronte all’abitazione intorno alle 20 ha notato le luci del garage accese. Pensando a un furto, ha scavalcato la recinzione per controllare trovandosi invece di fronte i due cadaveri. L’uomo ha subito chiamato il 113 e sul posto sono intervenuti personale del commissariato di Città di Castello e della questura di Perugia.