La forestale di Terni sta notificando 11 avvisi di conclusione indagine a dipendenti dell’Ast per aver ricevuto presunti favori per sè ma anche per conoscenti o amici in cambio di appalti per le manutenzioni all’interno dello stabilimento. Tra gli indagati – spiegano gli investigatori in una nota – ci sarebbero tre alti dirigenti e otto funzionari di livello apicale, ai quali vengono contestate accuse che vanno dall’estorsione all’appropriazione indebita, fino a contravvenzioni legate all’applicazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. L’indagine coordinata dal pm Elisabetta Massini (e condotta dagli agenti del Nipaf e del comando provinciale della forestale) è stata avviata dopo la denuncia di un imprenditore ternano. Aveva quindi portato ad accertare che alcuni degli indagati avrebbero preteso, per sè o per conoscenti e amici, lavori di manutenzione e ristrutturazioni di abitazioni, da parte di operai della ditta che aveva ricevuto appalti dall’Ast, senza pagare nulla in cambio. Uno degli indagati avrebbe preteso anche alcuni oggetti di antiquariato. In un caso è stato inoltre accertato che è stato realizzato, presso la proprietà di uno degli indagati, un fabbricato utilizzando un progetto commissionato e pagato dall’Ast ad uno studio esterno, con manodopera prestata sempre dagli operai della stessa ditta.