Ottanta tonnellate di acciaio, per un valore di circa 100 mila euro, sono state rubate in un mese nel Centro di finitura dell’Ast di Terni. Per il furto il corpo forestale, al termine dell’indagine Acciaio d’oro, ha arrestato un dirigente di una società satellite delle acciaierie, un camionista e un gruista di una ditta che ha in appalto il servizio di trasporto di tali materiali; ai domiciliari, invece, il titolare della stessa ditta, un addetto “compiacente” alla portineria e il proprietario di un centro di recupero rottami dove sarebbe finito il metallo. I reati contestati a vario titolo dagli inquirenti vanno dall’associazione per delinquere per la commissione di furti aggravati e continuati alla ricettazione. I furti sono avvenuti nel reparto dell’Ast dove avviene la rifinitura dei prodotti in acciaio realizzati dall’azienda. In pratica i residui anzichè essere trasportati nella sede principale di viale Brin per essere fusi e riutilizzati nel ciclo produttivo (o essere rivenduti a clienti esterni) sarebbero stati sottratti più volte – secondo gli investigatori – conferiti illegittimamente al centro che commercializza materiale ferroso, a Foligno. Nel corso degli accertamenti sono stati installati Gps sui veicoli utilizzati per il trasporto. Insieme ai sei arrestati è stata indagata una donna che avrebbe svolto il ruolo di staffetta durante i viaggi. Ulteriori accertamenti sono in corso da parte della forestale per comprendere se altri furti sono stati commessi con le medesime modalità ai danni dell’Ast.