Sono 175 i dipendenti della provincia di Terni che andranno ricollocati in seguito alla riforma del governo che prevede il dimezzamento degli esborsi nelle Province che resteranno e la riduzione di un terzo della spesa delle Province che si trasformeranno in Città metropolitane.

 In tutta Italia – secondo quanto illustrato ieri dal quotidiano Sole 24 Ore – dovrebbero essere oltre 15.000 su 31.000 i dipendenti provinciali a tempo indeterminato da ricollocare, ai quali vanno aggiunti i 3.600 in esubero sui circa 12.000 dipendenti delle Città metropolitane.

 Nel complesso le sforbiciate alle risorse delle Province ammonteranno ad un miliardo di euro per il 2015, per arrivare a 3 miliardi nel 2017.

 Per quanto riguarda la Provincia di Terni, i 175 che secondo il Sole 24 ore saranno destinati a confluire in altri Enti pubblici a livello regionale, comunale o di altro comparto rappresentano la metà dei circa 350 dipendenti attualmente in forza a palazzo Bazzani, e corrispondono ad una eccedenza di spesa calcolata in quasi 7 milioni di euro (esattamente 6,9).

 Ancora più consistente l’esubero previsto per la Provincia di Perugia, che contende il primato nazionale a quella di Cosenza: da ricollocare infatti in questo caso ci sarebbero ben 504 dipendenti, per una eccedenza di spesa superiore a 21 milioni di euro.

 I tagli di spesa previsti si assommano a quelli già effettuati negli ultimi 4 anni: dal 2010 al 2014 alla Provincia di Terni è stato tagliato dai diversi governi centrali il 44% delle risorse, pari a 54 euro per ciascun abitante, a quella di Perugia il 43% dei trasferimenti, corrispondenti a 44 euro per ogni cittadino amministrato.