Mettendo a segno una rapina nell’istituto di credito dell’ex Carit in via Narni, il 4 maggio 2012, con un bottino di 10.000 euro, insieme a due complici, la rapinatrice si ferì con il proprio taglierino impregnando di sangue la manica del maglione di un’impiegata. L’indumento è stato poi consegnato alla Polizia Scientifica per i rilievi e dal raffronto del DNA gli inquirenti sono risaliti alla malvivente: una pluripregiudicata napoletana di 41 anni, che ha dei parenti a Terni. Era stata soprannominata “Nikita di Salerno” dopo un colpo a Battipaglia, quando era stata arrestata perché riconosciuta come il capo banda dei tre rapinatori che, armati di taglierino, avevano rubato 85.000 euro dalla Banca Popolare di Bari. La donna ieri è stata trovata in casa dagli investigatori ternani, in collaborazione con i colleghi del capoluogo napoletano ed è stata portata in carcere a Pozzuoli con l’accusa di rapina aggravata in concorso e violazione della legge sulle armi.