L’Umbria si conferma tra le regioni italiane con la migliore qualità della propria edilizia scolastica comunale, sia per quanto riguarda le strutture che per i servizi, anche se non mancano certo problemi da risolvere e ritardi da superare.

L’indagine annuale di Legambiente “Ecosistema scuola “ 2014 infatti colloca rispettivamente al 16° Terni e al 33° posto Perugia sui 94 capoluoghi italiani che hanno fornito i loro dati.

In cima alla graduatoria delle buone pratiche nel campo dell’edilizia scolastica e dei servizi figurano nell’ordine Trento, Pordenone, Forlì, Prato e Reggio Emilia, mentre chiudono la classifica Taranto, Enna, Foggia, Matera e Sassari.

Il panorama che emerge dai dati inviati dalle due amministrazioni comunali umbre racconta di scuole non proprio giovanissime, di un 16,6% costruite secondo criteri antisismici e dove in poco più del 50% di esse è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica, percentuale comunque sopra i valori della media nazionale.

A questo va aggiunto che, se il 35,5% degli edifici ha necessità di interventi urgenti, quasi il 60% ha goduto di interventi di manutenzione negli ultimi 5 anni, con finanziamenti pari o poco meno rispetto alla media nazionale.

Certificazioni igienico-sanitarie (86,4%) e di collaudo statico (71%) superiori alla media nazionale, ma i comuni umbri puntano più a requisiti di sicurezza come porte antipanico e prove di evacuazione, che riguardano tutti gli edifici, mentre impianti elettrici a norma riguardano il 92,3% e requisiti di accessibilità il 76,9% degli edifici.

Buona è la situazione della mobilità per questi comuni dove gli edifici scolastici usufruiscono dello scuolabus (76,3%), di fronte alle scuole sono presenti i nonni vigili (44,4%) e dove ci sono piste ciclabili in prossimità (6,5%). Ma anche aree di sosta per auto e attraversamenti pedonali per tutte le scuole presenti nei due maggiori comuni umbri.

Pratica ormai consolidata è la raccolta differenziata soprattutto di carta, plastica e vetro anche se sta migliorando la raccolta di pile, toner e stampanti (80,5%).

Le rinnovabili coprono i consumi del 66% degli edifici scolastici, in particolar modo il maggior impiego proviene da impianti solari fotovoltaici, che riguardano l’80% delle scuole di Terni e Perugia che utilizzano energia da fonti rinnovabili.