“La Regione ha piu’ che dimezzato le societa’ partecipate passando da 7 a 3 sole societa’(Sviluppumbria, Umbria digitale e Parco tecnologico) ed e’ stato sciolto il consorzio Sir”.

E’ quanto ha ricordato l’assessore della regione Umbria, Fabio Paparelli,  rispondendo a una interrogazione del capogruppo di Forza Italia Raffaele Nevi sulle “performance negative delle societa’ partecipate dalla Regione, che incidono in modo pesante sul bilancio regionale”.

“Vogliamo sapere se la Regione affrontera’ la questione in maniera seria – ha detto Nevi -, come richiesto perfino dal segretario regionale del Pd e dal premier Renzi, e non con operazioni di maquillage, facendo in modo che da zavorra pubblica diventino elementi di sviluppo per creare crescita e occupazione”.

“Non tutti gli Enti locali sono uguali e non tutte le Regioni hanno fatto le stesse cose – ha risposto l’assessore -: in Umbria le societa’ direttamente partecipate operano in house providing, eccetto Umbria mobilita’ e Gepafin. Hanno il divieto di operare sul mercato, dovendo svolgere servizi di interesse generale.

Nel particolare ricordo – ha sottilIneato Paparelli – l’ampio processo di semplificazione normativa dell’apparato endoregionale, con lo scioglimento di Arusia, quantificabile in 1milione e 300mila euro, l’agenzia turistica ha comportato minori costi per 1milione e 266mila euro, la soppressione delle Comunita’ montane e il trasferimento delle loro competenze a un unico soggetto, l’Agenzia forestale, il recesso della Regione da 21 cooperative agricole e il conferimento a Gepafin delle restanti 6, la riduzione delle Asl da 4 a 2, la riduzione dei compensi dei consigli di amministrazione, il conferimento degli incarichi agli amministratori, la legge 9 approvata nell’aprile scorso che stabilisce per i dirigenti delle societa’ controllate – ha concluso l’assessore regionale – che la retribuzione annuale non puo’ superare il tetto massimo previsto dalla contrattazione collettiva”.