Nell’ambito di Umbria Green Festival, primo festival green della regione giunto alla sua sesta edizione, si apre domani a Perugia la mostra “Il canto della terra. Orizzonti di Land Art”, presso il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria. La mostra, che si concluderà l’8 ottobre, a cura di Paolo Repetto con la collaborazione di Valter Sposini e la Repetto Gallery di Londra, contempla i principali protagonisti di questo vasto movimento dalla fine degli anni ‘60 ai primi del 2000: una trentina le opere significative in mostra di Christo, Long, Fulton, Gorgoni/Smithson, Turrel, Eliasson, Goldsworthy, Fratteggiani Bianchi.

L’esposizione, attraverso varie opere – in pietra, su legno, su carta e fotografie – offre un’ampia testimonianza di quel vasto movimento denominato arte della terra, i cui diversi protagonisti, europei ed americani, ciascuno con una propria e ben caratterizzata personalità, si coagulano intorno ad un libero perno, insieme astratto e concreto, concettuale e pratico, nello scandaglio di una nuova arte, ormai classica, che ha saputo rivelarsi, nella sua essenza, oltre i limiti della pittura e scultura tradizionali.

“Insieme all’arte povera e concettuale – dice il curatore Paolo Repetto – il vasto movimento della Land Art è il più importante fenomeno artistico del secondo Novecento. Un’arte non più legata alla tela, ai fogli, ai colori tradizionali, ma a un nuovo modo di esprimersi che spesso usa la terra stessa, le pietre, i campi, le colline, le foglie, il fango come materiali diretti con i quali esprimersi. Un grande inno alla natura oltre il diaframma, la parete più o meno rappresentativa di una tela o un foglio. In una parola, l’esprimersi al diretto, immediato contatto della terra, anche attraverso lunghe ed impegnative camminate, testimoniate con foto, o cerchi di pietra.”

“Un sapiente, nuovo, arcaismo si sposa meravigliosamente al mondo degli antichi etruschi. – conclude la direttrice del MANU, la Dott.ssa Maria Angela Turchetti -. Così la mostra dialoga nel salone “Umbri ed Etruschi” del Museo con gli antichi reperti, frutto, come in ogni epoca, del costante e profondo rapporto dell’uomo con l’ambiente e il paesaggio.”

La mostra “Il canto della terra. Orizzonti di Land Art” è stata realizzata grazie al contributo della Repetto Gallery, dell’Associazione culturale De Rerum Natura, di Techne srl, di Umbria Green Festival, di Umbria Green Card, dell’Associazione culturale Spo.Si.Ni. Arte e di Zurich Assicurazioni.