“La scelta di Cgil Cisl Uil nazionale di celebrare seppur in forma ridotta per la pandemia il primo maggio a Terni non può essere considerato solo un evento simbolico. E’ la conferma di quanto come Cisl di Terni andiamo dicendo da tempo: Terni da città della manifattura deve trasformarsi in città della manifattura sostenibile”.

Lo ha affermato il responsabile della Cisl di Terni Riccardo Marcelli nell’ambito dell’iniziativa unitaria “Terni 2030, idee e proposte per la provincia sostenibile.

“Come Cgil Cisl Uil abbiamo elaborato una piattaforma volutamente definita work in progress proprio perché abbiamo voglia di confrontarci con le istituzioni, le associazioni datoriali e gli ordini professionali. Attendiamo risposte. Ma pensiamo che qualcuno non abbia voglia di incontrarci. Basta pensare che la prima e unica volta che la presidente Donatella Tesei è venuta a Terni in versione ufficiale per incontrarci è stata il 16 gennaio del 2021. Non è nello stile della Cisl strumentalizzare questioni come la pandemia dove la Regione ha dovuto affrontare un’emergenza. Però è sconcertante che non si sia trovato tempo in quindici mesi ad incontrarci ufficialmente a prescindere dalla presenza nei tavoli ufficiali delle vertenze Ast, Treofan e Sangemini”.

Domani primo maggio oltre all’intervento di Maurizio Landini, che parlerà per conto di Cgil Cisl Uil in diretta su Rai Tre dalle ore 12,15, ci saranno a Terni anche i segretari nazionali Cisl Angelo Colombini e Giorgio Graziani, oltre al segretario della Fim Roberto Benaglia.

Dalle 11 parleranno sei delegati di Cgil Cisl Uil Imgrid Galvani (Delegata Commercio) UIL,) Emiliano Petralla (RSU AST) FIM-CISL, Valbona Mustafà (RSU COOSP pulizie) FILCAMS-CGIL, 4)Massimo Serantoni (RSU TREOFAN) FEMCA-CISL, Fabrizio Blasi (RSU AST) UILM-UIL, Barbara Silvestrini (RSU Eskigel) FLAI-CGIL

“Come Cisl di Terni crediamo che serva un nuovo Patto sociale con Terni laboratorio del green new deal per un nuovo modello di sviluppo di manifattura sostenibile, con l’Umbria che deve tornare ad essere il cuore verde d’Italia, dove il verde deve essere inteso nella doppia accezione –prosegue Riccardo Marcelli- Ci sono aziende in Regione che sono già impegnate nel promuovere la sostenibilità ambientale, si pensi alle Acciaierie che da sempre con il principio dalla culla alla culla segue i criteri dell’economia circolare utilizzando per fondere il rottame di acciaio, con gli investimenti per la mobilità sostenibile, ne è un esempio l’accordo con il comune e BusItalia per alimentare i mezzi con l’idrogeno, ne è un altro esempio l’incremento della quota di spedizione via treno dal 30% di inizio 2020 al 50 per cento di oggi, contro una media nazionale che si ferma al 5 per cento nazionale. Senza dimenticare il progetto scorie che sta sviluppando Tapojarvi. La chimica va sostenuta. Dobbiamo convincerci che c’è un’opportunità quella di realizzare un prodotto innovativo compostabile/riciclabile rivolto al mercato degli imballaggi. Sempre tenendo ben presente il contesto territoriale in cui operiamo, una delle nostre risorse è l’acqua, ricordiamo che le risorse idriche costituiranno la vera ricchezza del domani. Nel solco del principio dell’eco-innovazione, dunque, perché non pensare, partendo dal gruppo San Gemini, ad un marchio umbro che imponga degli standard di conservazione e ricerca dei bacini, di imbottigliamento sostenibile e di tutela dell’occupazione. Un marchio del genere contribuirebbe sicuramente a creare consapevolezza e a responsabilizzare il consumatore, nonché a dare risalto ad un patrimonio storico regionale”.