Aula a cielo aperto, stamani, in piazza della Repubblica, a Terni, tra le oltre 50 città italiane in cui si è svolto il presidio organizzato dai Cobas insieme a Priorità Scuola e al Coordinamento nazionale precari scuola, in concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola indetto dallo stesso sindacato.

I manifestanti hanno portato simbolicamente in strada banchi, cattedra e lavagna, in segno di protesta contro la decisione di sospendere le lezioni in presenza. “La via più facile – è stato detto in merito – per le strutture amministrative, ma la più deleteria per studenti, soprattutto i più piccoli, e famiglie, abbandonati alla Dad”.

Per Franco Coppoli, rappresentante dei Cobas, “è ancora più preoccupante che niente si stia facendo anche per garantire che tutto ciò non si ripeta anche nel prossimo anno scolastico”. Ma il sindacato di base chiede anche che “almeno gran parte dei 20 miliardi di euro già previsti dal Recovery Plan per la scuola siano destinati a ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe, a garantire la continuità didattica e la sicurezza, assumendo docenti e Ata, e ad intervenire massicciamente nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei ad una scuola in presenza e in sicurezza”.