Ormai da anni, come organizzazione di categoria che si occupa di lavoro pubblico e quindi anche di sanità pubblica, sosteniamo con forza che l’azienda ospedaliera di Terni debba mantenere e migliorare un profilo di alta specializzazione, sia attraverso lo sviluppo e il consolidamento di competenze professionali, anche tramite l’incremento di tecnologiche all’avanguardia.

Il caso “ECMO” sollevato dal dottor Pardini, cardiochirurgo in pensione, che ha scritto un pezzo di storia della sanità ternana, è indubbiamente emblematico.

Da oltre un decennio nella struttura di terapia intensiva post operatoria e rianimazione del S.Maria, un team costituito da rianimatori, cardiochirurghi, cardiologi, infermieri intensivisti e perfusionisti attua questa metodica ad alta complessità assistenziale . L’Ecmo (ossigenazione extracorporea a membrana) è una tecnica che supporta le funzioni vitali mediante circolazione extracorporea, e permette, in condizioni di severa insufficienza respiratoria e/o cardiaca, di mettere a riposo cuore e polmoni vicariandone la funzione ventilatoria e di pompa.

Le indicazioni all’uso dell’Ecmo sono quindi rappresentate da tutte quelle situazioni nelle quali il sistema cardio-respiratorio risulta altamente compromesso e insufficiente.

Ci si domanda allora: come mai alcuni pazienti umbri che necessitavano di tale metodica sono stati inviati fuori regione e non indirizzati a Terni? Disinformazione da parte dell’assessorato sulle reali possibilità di cure della nostra azienda o la volontà di limitarne le sue potenzialità?

La Cgil Fp ribadisce quindi il ruolo primario dell’azienda ospedaliera di Terni, anche per l’alta specialità ricordando che da anni, proprio a Terni, attraverso tale metodica si salvano vite umane. Non vanno dimenticate quindi simili eccellenze, ma anzi chiediamo di potenziare e investire sulle competenze di tutti i professionisti, comprese quelle infermieristiche secondo le indicazioni delle linee guida nel rispetto degli standard assistenziali. Per anni tale complessità assistenziale, anche in carenza cronica di operatori, è sempre stata garantita grazie al forte senso di responsabilità e abnegazione degli stessi professionisti dell’azienda.

L’emergenza Covid non può più essere l’alibi per depotenziare e privatizzare la sanità umbra e in particolare quella ternana. Auspichiamo quindi che chi governa indirizzi anche le sue scelte verso una sanità pubblica universale /territoriale.

 G. Lucci Segretario Generale FP CGIL TERNI

 Iolangela Cattin Cosso Coordinatrice Aziendale FP CGIL AOSP