La pandemia non ha inciso sulla produttività dell’Ufficio di Procura sia come riferita al personale magistratuale che a quello amministrativo, né sotto il profilo qualitativo, né sotto quello quantitativo”: è quanto sottolinea la procuratrice della Corte dei Conti dell’Umbria, Rosa Francaviglia, nella sua relazione, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

“L’ufficio – si legge nella relazione – nel corso dell’intero periodo dell’emergenza, ha continuato a svolgere al massimo dell’operatività tutte le attività di competenza di ciascun settore rientrante nella propria struttura organizzativa, con l’ausilio dei sistemi informativi disponibili ed applicando le disposizioni via via emanate dai vertici dell’Istituto”.

Nel 2020 la Procura regionale ha ricevuto 1.189 denunce, esposti, segnalazioni varie, di cui ha disposto l’apertura di nuove istruttorie per 216 (14 denunce provenienti da autorità giudiziaria, 7 da organi di polizia, 111 da Amministrazioni, 6 da organi di controllo esterno, 4 quale esito delle verifiche amministrativo-contabili condotte dalla ragioneria generale dello Stato, 18 da associazioni e rappresentanti politici e sindacali, 24 da privati cittadini, 32 dalla stampa e altri mezzi d’informazione) mentre per 973 di esse ha proceduto alla archiviazione immediata in difetto delle condizioni previste dal codice di giustizia contabile per poter aprire un nuovo fascicolo. Nell’ambito delle denunce pervenute vanno compresi 469 decreti di equa riparazione.

Le istruttorie aperte a seguito di denuncia delle Amministrazioni costituiscono il 51% circa di quelle complessivamente avviate nel 2020.