Riceviamo e pubblichiamo una lettera di segnalazione su alcune situazioni da parte di un privato cittadino.

 

“Sono uno che vive e lavora a pochi metri da via del Cassero e che parla a titolo strettamente personale, anche se il mio pensiero è condiviso da molti condomini di corso del Popolo, 5.

Non contesto l’opportunità di completare i lavori della pista ciclabile nel centro cittadino, se non altro per non buttare via due volte il denaro già impiegato.

Penso e spero che vi sia una progettualità condivisa da più persone dietro a questo genere di opere e sono certo che si siano valutati i più diversi aspetti della questione. Di sicuro questo non è un intervento teso a risolvere il problema della carenza di parcheggi gratuiti a ridosso del centro storico, ma sicuramente non voleva esserlo, visto che prevede il dimezzamento del numero dei parcheggi. Quindi le famiglie e i commercianti del centro storico dovranno aspettare qualche altro grande progetto, questa volta pensato anche per loro e non solo le migliaia di cicloamatori ternani.

Sia nella parte di via del Cassero verso via Roma che nella parte verso la Passerella sono stati soppressi molti dei parcheggi gratuiti. E’ obbligatorio quindi fin da ora che sia rispettato il rapporto tra parcheggi gratuiti e parcheggi a pagamento.

Mi interessa sapere anche quale sia la logica che soggiace al seguente comportamento: installare tre segnali di divieto di sosta ed immediatamente scatenare una battuta di caccia al verbale con un passaggio mattutino e una al rientro serale sia il 17 febbraio che il giorno successivo, senza che i residenti e i non residenti che avevano parcheggiato anche dal giorno prima abbiano avuto modo di vedere i segnali. Non è stata lasciato un preavviso, non è stato messo un cartello di avviso, come ci si può aspettare da chi amministra il Bene Comune. Si è passati subito all’esecuzione sommaria. Tutti noi residenti di corso del popolo, 5 rientrando a casa il 17 sera e tutti quelli che parcheggiano lì per recarsi al lavoro, rientrando dallo stesso abbiamo trovato la multa sul parabrezza delle auto senza esserci accorti di nulla, senza essere stati avvertiti di niente, come un nemico da colpire alle spalle.

Infine la questione che riguarda il tratto di prato tra la via e il fiume, terreno di proprietà comunale, lasciato incustodito e non curato da sempre, con giochi per bambini e panchine arrugginite e rotte, con un solo cestino fatiscente e dimenticato, con la rete di divisione con il greto del fiume rotta da chi va sotto ponte Romano a spacciare. La manutenzione è lasciata al buon senso dei residenti che due volte l’anno tagliano l’erba e ripuliscono il prato. Oggi il Comune si ricorda che l’area è di sua proprietà e decide di metterci lo spazio per i cani che prima si trovava sotto le mura della Passeggiata. Ovviamente c’è stata una petizione dei residenti che chiedeva di non mettere quella struttura proprio sotto le loro finestre, petizione che è stata altrettanto ovviamente cestinata. Anche in questo caso credo che poco potremo fare.

L’unica speranza è che da ora in poi visto il forte interessamento di questi giorni per la nostra “pubblica” via, qualcuno in Comune si ricordi di tagliare l’erba, di raccogliere la sporcizia e le siringhe, di manutenere la recinzione verso il fiume, oltre che di riasfaltare la via, di liberare i tombini stradali otturati e di rendere migliore l’illuminazione. Fare insomma come un buon padre di famiglia quando l’esame del DNA gli assegna un altro figlio naturale: averne cura anche se non è come gli altri.

Ci farebbe piacere anche, e qui parlo a nome di tutti coloro che abitano in corso del Popolo 5, che ci fosse consigliato dal Comune il luogo ideale più adatto dove parcheggiare la sera le nostre auto. Siamo 30 famiglie ad abitare in quel civico e non vorremmo disturbare troppo”.

 Grazie.

Marco Dormi