Sono almeno quattro, sui sei totali ritenuti ‘a rischio’, i Comuni della provincia di Terni contrari all’inserimento in zona rossa deciso dall’ordinanza regionale per il contenimento del Covid. Si tratta di territori che – ad eccezione di Amelia – presentano ad oggi una manciata o addirittura zero casi di positività.

I più critici rispetto al provvedimento regionale sono i sindaci di Lugnano in Teverina (con zero contagi attuali su 1.470 abitanti), Calvi dell’Umbria (sette positivi su 1.800 residenti), Attigliano (nove su quasi 2.000) e Montegabbione (sei su circa 1.100). Ma perplessità sono state espresse anche da quello di San Venanzo (dieci contagi su una popolazione di circa 2.100 abitanti), al confine con il perugino.

I primi quattro sindaci, sentendosi “puniti incomprensibilmente” hanno chiesto alla Regione chiarimenti “efficaci” sui criteri di selezione all’interno della zona rossa, auspicando una revoca del provvedimento.

“Sarebbe stato più corretto allora – ha sottolineato il sindaco di Calvi, Guido Grillini – anche se più impopolare, istituire la zona rossa su tutto il territorio regionale”.

Per Leonardo Fazio, sindaco di Attigliano, è infatti “assurdo che alcuni comuni con più casi non siano stati citati”. Le interlocuzioni con gli organi competenti per la revisione della lista – da quanto si apprende – sono in corso.