“Sarebbe auspicabile che il Governo valuti con attenzione l’opportunità della riapertura in presenza il 7 gennaio, un’orizzonte temporale troppo ristretto, che non consentirebbe nemmeno di valutare eventuali effetti di contagio dovuti alle festività, nonostante le chiusure previste”. E’ l’opinione (“personale”, specifica) dell’assessore regionale umbro allo Sviluppo economico, innovazione, digitale e semplificazione, Michele Fioroni.

“Basterebbe – osserva, in un post nella sua pagine Facebook – solo un pò di buon senso. Aspettare almeno quindici giorni per capire l’andamento dei contagi derivanti dalle festività, magari ipotizzando di terminare il primo quadrimestre in Dad, il che avrebbe un senso rendendo omogeneo didattica e valutazione per questo periodo, salvo poi effettuare, covid permettendo, l’intero secondo semestre in presenza”.

“Ridurre il problema dei contagi al solo settore dei trasporti – osserva l’assessore Fioroni – è un errore, ignorando del tutto alcune dinamiche nei flussi degli studenti da casa a scuola e da scuola a casa.  Certo, viste le mie deleghe la tenuta del sistema economico è per me prioritaria, come quella della salute, che è la missione principale di ciascun governante”.

“Salute, formazione ed economia, in epoca di pandemia – afferma Michele Fioroni nel suo post – non possono essere sostenute allo stesso modo. Chi governa è costretto a fare delle scelte.  Salvare vite umane rappresenta ovviamente la priorità e per fare questo i governanti si trovano di fronte alla difficile scelta su quali leve intervenire per evitare che il sistema sanitario possa andare in default. La tecnologia ha offerto grandi opportunità in questa durissima stagione per l’umanità.  Questi mesi durissimi ci hanno dimostrato come il digitale sia in grado di consentire in maniera efficace la didattica a distanza, con un libero accesso alle tecnologie anche alle fasce più deboli della popolazione. Certo, tutto al netto di relazioni sociali e rapporti umani. I giovani hanno pagato un prezzo elevato più sul piano relazionale che su quello dell’apprendimento ma, la didattica online ha funzionato”.