Si è svolto oggi pomeriggio, presso il Circolo ARCI “Jonas Club” di Terni il Presidio “Curiamo la Socialità”, contro la decisione del Governo di sospendere le attività dei Circoli ARCI e per ribadirne il ruolo essenziale dell’associazionismo specialmente in questo periodo. In questa giornata sono stati organizzati presidi simili in diverse piazze italiane e in centinaia di Circoli ARCI.

Le misure anti Covid dell’ultimo DPCM comportano la chiusura degli oltre 4mila circoli Arci presenti in tutta Italia fino al 24 novembre. Un colpo durissimo per la nostra associazione, per tutti i suoi soci e socie e per i tantissimi circoli che rischiano in questo modo di non riaprire. Accettiamo con responsabilità la sospensione delle attività culturali, sociali e ricreative, ma chiediamo che venga consentito ai nostri circoli di poter continuare a svolgere la loro funzione essenziale, soprattutto in un periodo di crisi sociale come quella che stiamo vivendo.

In particolare – prosegue la nota – chiediamo che siano consentite almeno le attività previste dallo stesso DPCM per gli esercizi commerciali, quali somministrazione di cibi e bevande ai propri soci, che per i circoli rappresentano l’unica forma di autofinanziamento. I circoli, fin dalla prima riapertura dopo il lockdown, hanno adottato con rigorosità i protocolli anticontagio previsti dalle linee guida nazionali, mettendo al primo posto la tutela della salute pubblica. Adesso riteniamo che le interpretazioni contenute nella circolare del Ministero dell’Interno siano profondamente e incomprensibilmente ingiuste nei confronti della nostra associazione e chiediamo a gran voce una loro revisione.