Circa 1500 tamponi già effettuati, la sorveglianza sanitaria procede sui lavoratori dei servizi appaltati che operano in ospedale e con ripetizione dell’esame ai dipendenti in base alla maggiore esposizione al rischio. L’Azienda ospedaliera di Terni ha sottoposto a tampone orofaringeo per il Covid19 la quasi totalità dei lavoratori attualmente operativi, riscontrando 16 casi positivi di cui 14 verificati nel mese di marzo e 2 nei primissimi giorni di aprile. Ora è la volta del personale dei servizi appaltati che opera all’interno dell’ospedale e sta iniziando la ripetizione dell’esame sui dipendenti più esposti al rischio di contagio. Le 16 positività riscontrate, di cui alcune risultano importate al di fuori dell’ambiente ospedaliero, rappresentano un indice di contagio al di sotto dell’1% rispetto al numero dei dipendenti. Un dato che rassicura sull’efficacia delle azioni di sorveglianza sanitaria che fin dall’inizio dell’emergenza è stata attivata a Terni, sulla base delle indicazioni regionali.
“Per limitare i contagi sia degli operatori che dei pazienti ricoverati – precisa il commissario Casciari – la task force dell’Azienda ospedaliera di Terni ha sempre garantito la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale, oltre alle mascherine chirurgiche sempre a disposizione di dipendenti e pazienti. Nel piano attuato dalla direzione aziendale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori rientrano contestualmente la formazione del personale sanitario che utilizza tali dispositivi di protezione, la tempestiva rivisitazione dell’intero assetto organizzativo e logistico aziendale, con aree dedicate esclusivamente ai pazienti Covid, la definizione di un team aziendale per l’esecuzione e determinazione dei tamponi”.