L’équipe degli operatori dei centri “Cirp” di Porchiano e il “Il Faro” di Narni hanno attivato un progetto di didattica a distanza rivolto agli utenti delle strutture.

Su piattaforma whatsapp hangout con un calendario di appuntamenti giornalieri, gli utenti delle strutture stanno proseguendo gran parte delle attività in cui sono impegnati nei centri.

“I laboratori di abilità cognitive, progetto vita, problem solving cosi come i programmi di educazione alimentare ed attività motorie senza trascurare interventi di musicoterapia, cucina, manualità e pittura creativa, hanno trovato una discreta continuità in questo periodo di chiusura delle strutture” spiega Emanuele Pasero, coordinatore delle strutture.

Va avanti anche la web radio, che prosegue le attività di “RADIOQUI” con diretta facebook da remoto tutti i martedì e venerdì dalle 10 e 30 alle 12 sulla pagina facebook del centro il Faro di Narni.

“Tale attività è possibile in quanto nei centri, dal settembre scorso, sono stati attivati due laboratori finalizzati all’uso intelligente del cellulare. I cellulari di ultima generazione rappresentano eccezionali facilitatori per il superamento di situazione di handicap attraverso l’uso di specifiche applicazioni capaci di supportare il fruitore a sostegno delle proprie difficoltà. L’apprendere il corretto utilizzo di applicazioni quali la calcolatrice, la scrittura automatica, il navigatore e la geo localizzazione e l’assistente vocale, rappresenta una grossa facilitazione per il superamento delle difficoltà dell’utente. Il progetto, oltre a consentire la prosecuzione di molte attività delle strutture, é un modo per mantenere il contatto con l’utenza e supportarla, anche con interventi di sostegno psicologico, in questo momento di particolare e complessiva difficoltà”

La gran parte delle famiglie in questo periodo hanno preferito non richiedere interventi di tipo domiciliare, preferendo l’isolamento per un maggior sicurezza.

“Nonostante il desiderio di ritornare alla normalità sia grande, riscontriamo fiducia e un buon clima tra l’utenza. Del resto si parla di una popolazione abituata da sempre a fronteggiare le difficoltà e l’isolamento, situazioni per le quali ha già sviluppato potenti anticorpi” conclude Pasero.