Cento anni portati come meglio non si potrebbe. La signora Angela Mendichi è stata festeggiata dai parenti, i figli Carlo e Carla, i nipoti Alessandro e Valentina, e parenti giunti anche da Roma. Una festa semplice ma sentita in cui la centenaria, nata il 10 dicembre 1919 a San Pellegrino, tra Gubbio e Gualdo Tadino, appassionata canterina, non si è sottratta di fronte al microfono e ha cantato le canzoni della sua infanzia. Tanti i ricordi di una vita così lunga. Su tutti, naturalmente, la guerra e i bombardamenti. Come quella volta che da Via Camporeali, dove abitava, fece appena in tempo a raggiungere il rifugio anti-aereo. Un attimo in più e sarebbe rimasta sotto le bombe, come la ragazza, sua vicina, che lei precedeva. E sulla cui tomba, per anni, ha portato dei fiori. Al solo pensiero, la signora Angela ancora oggi si commuove. Ma a dirla tutta non è stato l’unico momento in cui ha rischiato la vita. Anzi. Nata settimina in una fredda mattina di dicembre di 100 anni fa, quel giorno a San Pellegrino c’era una forte nevicata. Fu avvolta in una coperta dentro una scatola di scarpe e infilata dentro a un cappotto per essere portata dal paese, che era in cima alla montagna, fino alla chiesa giù a valle. Un chilometro e mezzo di discesa per battezzarli in fretta visto che, nata di sette mesi, c’era il timore che non sopravvivesse. E invece non solo è sopravvissuta ma ha avuto una vita lunga. Che oggi è giusto festeggiare.