E’ entrata a regime all’ospedale di Terni l’ Ortogeriatria, un nuovo modello di cura e di gestione dell’anziano con frattura di femore attraverso un approccio integrato multidisciplinare e multiprofessionale (ortopedico, geriatrico, riabilitativo, di nursing e sociale), capace di assicurare un percorso di continuità assistenziale al paziente anziano pluripatologico e fragile.

L’attività di ortogeriatria – spiega l’azienda ospedaliera Santa Maria – dopo una fase transitoria nel 2017, viene ora garantita da un borsista geriatra e prevede, in linea con le linee guida regionali, l’adozione di determinate pratiche terapeutico-assistenziali definite in un modello di continuità assistenziale: i pazienti sopra i 75 anni con frattura di femore, garantito l’intervento entro le 48 ore, vengono costantemente seguiti sia dall’ortopedico che dal geriatra in tutto il post operatorio fino alla fase di dimissione.

“Non possiamo naturalmente ignorare che oltre ad essere centro di insegnamento e di riferimento per l’alta specialità – commenta il direttore generale del Santa Maria, Maurizio Dal Maso – quello di Terni è anche l’unico ospedale della città e svolge quindi anche un ruolo di ospedale di comunità. Non a caso, in questi ultimi anni, molti dei nostri sforzi si sono concentrati anche sulla riorganizzazione e il miglioramento dell’attività assistenziale a pazienti anziani, cui si lega a cascata anche la durata della degenza e di conseguenza la disponibilità di posti letto. In una regione che registra un indice di vecchiaia altissimo, poco distante dal record della Liguria in Italia. Di qui l’attivazione della Lungodegenza, aperta e completata tra il 2016 e il 2017, della Discharge room per la fase di pre-dimissione (che non riguarda solo gli anziani) e per ultimo del nuovo modello integrato di Ortogeriatria”.

“L’invecchiamento della popolazione – aggiunge Maria Grazia Proietti, direttrice della struttura di Geriatria – ci costringe a trovare nuovi approcci terapeutici e setting assistenziali. E siccome qui in Umbria e nel ternano si può dire che vivono si ammalano e muoiono i più vecchi di Italia, anche come azienda ospedaliera abbiamo dovuto rimodulare nel tempo l’organizzazione dei servizi dedicati agli anziani, per garantire un livello di integrazione sempre migliore con i servizi sanitari territoriali e assicurare un percorso di continuità delle cure che è imprescindibile quando si parla di anziani con pluripatologie e con pluriterapie, la cui assistenza non finisce con il superamento della fase di acuzie della malattia e con un normale ricovero ospedaliero”.

Nel 2017 nel reparto di Geriatria sono stati ricoverati 961 pazienti e nel 2018 si stima un lieve incremento che farà toccare la punta dei mille pazienti.