Seconda edizione del Concerto dai Balconi, il progetto di valorizzazione urbana realizzato con il sostegno di MiBac e di Siae, in programma sabato prossimo, 13 ottobre, nel quartiere di Sant’Agnese. “Ci piace l’idea del dialogo tra il dentro ed il fuori – ha detto l’assessore comunale alla cultura Andrea Giuli intervenendo alla conferenza stampa di questa mattina – come anche l’idea che si lavori al senso di comunità partendo da un quartiere legato alla storia della Terni operaia ed a quella ancora precedente. Anche con questo progetto si cerca di interagire con la città recuperando il rapporto con i cittadini perchè crediamo che la spinta dal basso e di popolo sia importante”.

“Il balcone, il terrazzo, la finestra non segnano la distanza fra l’alto e il basso – ha detto il vicesindaco – ma semmai l’ampiezza dello sguardo e il ponte lanciato dall’interno delle proprie case verso l’esterno, gli altri. Le radici non gelano, diceva qualcuno che scriveva di altri mondi, pensando al nostro. Il Concerto dai balconi, organizzato per il secondo anno dai ragazzi di Demetra e Arciragazzi, ci fa pensare a questo: alle radici e a una tradizione che si rinnova, dal dentro al fuori, in una festa comunitaria e identitaria che fa rivivere quartieri, stradine, botteghe, piazzette, case, tinelli. Il Comune di Terni e l’assessorato alla cultura hanno patrocinato e assecondato questa iniziativa che ci è sembrata degna di attenzione e che, non a caso, nella sua prima edizione ha suscitato tanto interesse”.

Sabato 13 ottobre dalle ore 15 fino a notte, le vie e le piazze del piccolo borgo a pochi passi dal centro cittadino saranno il teatro delle esibizioni di oltre 22 gruppi musicali, per un totale di oltre 70 musicisti attivi, che suoneranno direttamente dalle finestre e dai balconi messi a disposizione dai suoi abitanti. Nel pomeriggio ci saranno anche istallazioni aristiche e laboratori artigianali per bambini, ragazzi e adulti.

“Sarà una festa popolare – hanno specificato gli organizzatori – nata sulla scia della prima edizione, che nel 2017 ha riempito con oltre tremila persone piazza del Mercato. Anche questa volta l’obiettivo è quello di costruire un percorso con gli abitanti, in zone che hanno caratteristiche di periferie ma si trovano nel centro della città, quartieri dimenticati che hanno perso l’identità. Il nostro lavoro è stato quello di coinvolgere per tre mesi gli abitanti e renderli parte attiva nei processi di cambiamento creando momenti di socializzazione intorno ad una esperienza comune”.