Credo che le vicende che hanno caratterizzato questi anni incredibili della storia cittadina verranno ricordate per la loro inconcludenza. Troppe sono le opere ed i simboli di Terni rimasti al palo di inutili diatribe, soprattutto di una politica che ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di decidere o, quando decideva, come per il Teatro Verdi, prendeva decisioni assurde, producendo sprechi e ritardi, ma anche danni che dovremo tutti pagare oltre al ridicolo che fa ancor più male alla città.

Quanto alla Fontana va affermata qualche nota di ottimismo perché il quadro è oggi molto più chiaro. Dopo vari incontri che con il Sindaco abbiamo avuto con la Fondazione CARIT e con l’ASM occorre passare rapidamente dalle parole, agli impegni formali e ai fatti. È venuto il momento di introdurre concretezza per chiudere con i balbettii che hanno riempito le cronache di almeno  un quinquennio.

La Fondazione si è resa disponibile a finanziare il distacco dei mosaici ed al posizionamento dei nuovi con un ulteriore impegno di 500.000 euro. L’ASM ha confermato di proporsi come sponsor per il completo rifacimento dell’impianto idrico e di quello elettrico per un valore di circa 300.000 euro i cui progetti sta perfezionando. Non possiamo che ringraziare entrambi i vertici per tale importantissima disponibilità.

Alla diplomazia seguirà entro pochi giorni la formalizzazione degli impegni per poi partire con le manovra contabili, sempre molto articolate in tempi di dissesto. Poi la gara, infine il cantiere, che durerà circa 14 mesi in cui opereranno in contemporanea sia l’impresa vincitrice della gara per i mosaici che quelle che lavoreranno per conto dell’ASM, in modo da guadagnare tempo prezioso. Inseriremo nel bando anche un premio per l’anticipata consegna nel caso in cui l’opera dovesse essere conclusa prima della scadenza fissata nel bando.

Il crono programma di massima: entro agosto/settembre 2018 formalizzazione degli impegni ed approvazione della variazione di bilancio, entro settembre/ottobre indizione della gara fra imprese specializzate, apertura del cantiere entro gennaio/febbraio 2019, inaugurazione primavera 2020. Salvo imprevisti. Ma la strada è tracciata con lucidità e la stiamo già percorrendo.

A quei pochi nostalgici che già “gufano” perchè questa esperienza di cambiamento possa fallire, a coloro che fanno scongiuri a che  i fiori di Piazza Europa possano seccarsi perché sostengono che avremmo dovuto cominciare dalle periferie ricordo che erano gli stessi argomenti triti e tristi che utilizzavano venti anni fa. Terni è una sola ed è unita nella volontà di riscossa. Per coloro che ricordano la storia di Roma l’apologo delle membra di Menenio Agrippa dovrebbe pur insegnare qualcosa.

Terni sta riprendendo la strada della riscossa, faticosa è vero, difficile, fra cavalli di frisia e trappole varie ma l’ottimismo della ragione ci conforta. Celebreremo il risultato dei primi cento giorni lavorativi con un bilancio ogni giorno più positivo.