Entra nella seconda fase il progetto AirSelfie, realizzato dall’Ordine dei medici di Terni, con la collaborazione scientifica di Arpa Umbria e il contributo della Fondazione Carit, per conoscere l’esposizione personale all’inquinamento atmosferico. Oggi sono stati presentati i risultati della prima parte dell’iniziativa, che ha visto il coinvolgimento di una quarantina di cittadini, i quali, nel corso di due campagne di monitoraggio (primavera 2017-autunno e inverno 2018), hanno indossato innovativi dispositivi mobili per la misurazione dei Pm 2.5. I dati raccolti dai volontari, nei loro spostamenti all’interno della Conca ternana, sono stati trasmessi al sistema di stima della qualità dell’aria di Arpa Umbria, insieme ai dati rilevati dalle centraline fisse della rete di monitoraggio. I dispositivi usati hanno mostrato una buona correlazione con i valori misurati dalle stazioni di qualità dell’aria, con ancora dei margini rispetto all’accuratezza delle misure.

“I risultati ottenuti – hanno spiegato Marco Vecchiocattivi e Caterina Austeri, responsabili del progetto – confermano l’ipotesi di partenza dell’esistenza di una grande variabilità dell’esposizione personale all’inquinamento dovuta ai propri spostamenti quotidiani. I valori ottenuti sono comunque in linea con quelli raccolti nel 2017 dalle centraline della rete di monitoraggio di Arpa e descrivono una situazione di criticità per quanto concerne il Pm 2.5″.

Questi stessi risultati sono stati alla base per la realizzazione della App di Airselfie, da oggi disponibile gratuitamente, che permette di conoscere la qualità dell’aria (oltre al Pm2.5, anche Pm10 e ozono) nella propria posizione, tracciata con il Gps del telefono. Ogni cittadino può conoscere quindi la propria esposizione personale all’inquinamento atmosferico legata alle sue posizioni in città, ma può anche realizzare delle statistiche, per esempio, sull’ultima settimana o sul mese passato consultando una mappa che gli indica con dei colori l’evoluzione delle concentrazioni di polveri fini ora per ora durante il giorno. “È un dovere per l’Ordine dei Medici – ha sottolineato il Presidente provinciale Giuseppe Donzelli – sviluppare progetti come Airslefie, in grado di aumentare le conoscenze su determinati fattori alla base dello sviluppo di alcune malattie, perché così facendo si possono mettere in atto misure di prevenzione e nuovi percorsi di cura”.