Una nuova parte di necropoli intatta, con scheletri di defunti e oggetti vari loro appartenuti, che si aggiunge a quella già conosciuta e risalente ad un periodo che va dal VII-VI secolo fino agli inizi del III secolo avanti Cristo, è venuta alla luce con l’ultima campagna di scavi archeologici condotta a Montecchio, nell’area del Fosso di San Lorenzo. Attività svolta grazie a una convenzione fra il Comune e il dipartimento di Lettere dell’Università di Perugia.

I risultati vengono definiti “straordinari e inattesi” dal sindaco, Federico Gori.

L’abitato più importante è stato individuato presso l’altura soprastante Copio, dove è stata trovata una tomba a camera scavata direttamente nel banco naturale, provvista di due ambienti di forma quadrangolare. Il secondo ambiente è risultato adibito esclusivamente alla deposizione degli oggetti di corredo, mentre nell’altro, sulle banchine, sono ancora conservati gli scheletri dei defunti oltre a numerosi oggetti di loro appartenenza.