Nella ricorrenza delle prossime festività, ho il piacere di augurare all’intera collettività provinciale un caro buon Natale e un felice anno nuovo.

Quello che sta per concludersi è stato un anno impegnativo, ancora contrassegnato dalla crisi economica con i conseguenti problemi occupazionali, dalle tensioni internazionali, dall’emergere di nuove povertà, dall’immigrazione.

In questo quadro ha fatto irruzione un terremoto dagli effetti devastanti, che ha costretto tutti a rivedere le priorità e i progetti, a reindirizzare le risorse, a impegnarsi in primo luogo per portare conforto alla popolazione e per infondere la speranza e la prospettiva di una ricostruzione con la ripresa di una vita normale in tempi rapidi.

È stata una prova dura, ma devo dire che la nostra provincia, il nostro territorio, hanno dato una risposta positiva.

Certo, il nostro lavoro comune su questi temi è stato solo una goccia nel mare, ma è stato proficuo.

Comunque, lasciatemelo dire con orgoglio e riconoscenza: grazie allo sforzo congiunto delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco, il cui impegno ha richiesto sacrificio e profonda dedizione, della società civile e dei singoli cittadini, credo che abbiamo rappresentato un buon modello ai problemi che ho sommariamente elencato.

Grazie anche a un territorio dinamico e generoso, con donne e uomini che si impegnano quotidianamente per migliorare la qualità della vita di chi soffre, compresi gli immigrati che vengono qui alla ricerca di condizioni di vita migliori.

Grazie altresì ai direttori e agli operatori degli organi di informazione per il ruolo essenziale che sono chiamati a svolgere e per aver consentito alle istituzioni – come in questo caso – di poter divulgare i propri messaggi e farle sentire più vicini ai cittadini.

A questo punto mancano solo i buoni propositi per l’anno a venire.

Sarei tentata di dire: rafforziamo le sinergie, spingiamo i giovani a partecipare, a rendersi protagonisti, facciamo sì che lo Stato non sia vissuto come un’entità distante da loro e dalla vita reale.

Non siamo nel migliore dei mondi possibili, e non vorrei che qualcuno considerasse questi obiettivi troppo ambiziosi. Allora mi limito a fare una considerazione: se proseguiamo a lavorare con umiltà, disponibilità al dialogo e confronto con gli altri, se non dimentichiamo di essere al servizio della comunità, il 2017 sarà per tutti un anno migliore di quello che sta per concludersi.