Un gruppo di restauratori provenienti dai Musei Vaticani ha provveduto a mettere in sicurezza gli affreschi delle chiese di Vallo di Nera danneggiati dal terremoto, operando un pronto intervento sull’abside di San Giovanni Battista e su quella della Madonna dell’Eremita.

Inviati in Valnerina dal Pontefice in accordo con l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo e la Soprintendenza, i restauratori stanno efficacemente contribuendo alla salvaguardia delle pregevoli opere d’arte ferite dal sisma.

Della ‘spedizione’ in Umbria fatto parte il Maestro Guy Devreux, Barbara Pinto Folicaldi, Laura Baldelli, Bruno Mattei e Fortunatina Cuozzo che in Vaticano si occupano, da specialisti, dei laboratori di materiali lapidei, di dipinti, affreschi, metalli, ceramiche. Nei sopralluoghi precedenti all’intervento, sono stati accompagnati dalla responsabile del Museo Diocesano di Spoleto, Stefania Nardicchi e dall’ingegner Giuseppe La Cava del Ministero dei Beni culturali.

Nella chiesa di San Giovanni Battista l’affresco cinquecentesco di Jacopo Siculo, che è anche l’autore della Pala dell’Incoronazione di Norcia estratta dalla macerie di San Francesco, aveva subito danni già dalla scossa del 24 agosto, ma è stato l’evento di domenica 30 ottobre a mettere ancora di più in pericolo la tenuta delle parti pittoriche, con la riapertura di tutte le vecchie lesioni reintegrate negli anni e il conseguente distacco e caduta a terra di alcune porzioni.

Nella chiesa della Madonna dell’Eremita o Santa Maria de Ugonis, antica abbazia prima Benedettina e poi Vallombrosana situata in prossimità del Cimitero di Piedipaterno, i distacchi hanno interessato la parte sovrastante l’altare maggiore e l’affresco raffigurante San Benedetto da Norcia, restato sotto scialbo per anni e tornato alla luce durante i restauri successivi al sisma del 1997.

I restauratori dei Musei Vaticani hanno rimosso le parti in bilico, hanno raccolto i frammenti crollati a terra catalogandoli a uno a uno e collocandoli all’interno di apposite vaschette da dove potranno essere prelevati al momento della riparazione definitiva. Per scongiurare le ulteriori cadute, hanno realizzato un intervento reversibile di velinatura e messa in sicurezza di tutte le zone a rischio usando una carta giapponese a doppio strato, priva di cellulosa. Le varie tecniche utilizzate sono state concordate con l’OPD, l’opificio di pietre dure di Firenze, ente del Ministero per i beni e le attività culturali sede di una scuola di alta formazione.