La Presidente Umbra Catiuscia Marini, ha presieduto ieri, presso la sede della Protezione civile regionale di Foligno, una riunione operativa con Vigili del fuoco, Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e Segretariato regionale del Ministero per i beni culturali per analizzare la situazione sul versasnte del recupero dei beni culturali danneggiati dal sisma. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, il direttore regionale dei Vigili del fuoco dell’Umbria, Raffaele Ruggiero, la soprintendente per l’Umbria Marica Mercalli e Luisa Montevarchi, segretario regionale del Mibact. Per la Regione erano presenti il responsabile del Servizio regionale di protezione civile, Alfieri Moretti, e quello per i Beni culturali, Filippo Battoni.

Ad oggi, secondo gli ultimi dati comunicati nel corso della riunione dalla Soprintendente alle Belle Arti Mercalli, sono 920 le segnalazioni pervenute di beni culturali danneggiati dagli eventi sismici. Sono stati effettuati sopralluoghi e avviati interventi di messa in sicurezza, in particolare con sei cantieri a Norcia, tra cui quello per la basilica di San Benedetto.

“Dobbiamo continuare nell’opera di messa in sicurezza di chiese, mura urbiche, palazzi storici e degli altri beni culturali – ha detto la presidente Marini – e per questo abbiamo definito insieme il cronoprogramma degli interventi e le competenze per quanto riguarda tutte le fasi di intervento e i vari aspetti da prendere in considerazione, compresa la sistemazione delle macerie, parte integrante del percorso finalizzato alla messa in sicurezza e alla ricostruzione, anche alla luce delle misure contenute in particolare nel secondo decreto legge per le zone terremotate”.

“Oltre al valore storico e identitario dei nostri beni culturali – ha sottolinea la governatrice umbra – va considerato il valore importante che rivestono per il sistema economico e per la ripresa della normalità. Il nostro massimo impegno, accanto a tutte le altre attività messe in campo, è quello di intervenire per riaprire le ‘zone rosse’, obiettivo per cui è indispensabile, a Norcia come in altre realtà, lavorare per la mesa in sicurezza dei beni culturali”.