Informazione e comunicazione interna, riordino dell’Ambito territoriale di caccia Tr 3 e linea uniforme tra i livelli associativi provinciale, regionale e nazionale: questi gli spunti di riflessione principali di cui si è parlato ad Alviano, in occasione dell’incontro del gruppo dirigente della Federcaccia Provinciale di Terni. Presenti, oltre al direttivo provinciale guidato dal presidente Giulio Piccioni, il presidente regionale Franco Di Marco, il vicepresidente regionale Mauro Bacaro e il vicepresidente nazionale Massimo Buconi.

Nel suo intervento, Piccioni, ha dapprima espresso un cauto ottimismo sul tesseramento in corso, dopodiché ha introdotto i lavori parlando dell’importanza di una circostanziata informazione sulla vita associativa, dell’annosa vicenda dell’Atc 3, dal cui comitato di gestione la Federcaccia ha ritirato da tempo i propri rappresentanti e, infine, del problema degli accordi interprovinciali. Riguardo l’Ambito, il presidente provinciale ha rivendicato le proprie scelte, ricevendo il plauso di Di Marco. Piccioni ha espresso “viva preoccupazione per questa lunga fase di stasi istituzionale, che danneggia sia il futuro della caccia sia i successi ottenuti in passato”. Federcaccia rimarrà vigile sulla vicenda. Riguardo gli accordi interprovinciali, purtroppo il vuoto istituzionale derivante dalla soppressione della Provincia di Terni è lungi dall’essere colmato, basti pensare alle convenzione delle Zrc o all’assenza di disposizioni sui servizi di vigilanza.

Il presidente regionale Franco Di Marco ha auspicato, a proposito di corretta informazione, una prossima creazione della mailing-list tra i dirigenti, presso la quale far convergere informazioni veloci e puntuali sull’operato della Fidc Umbra, per un capillare aggiornamento sulle notizie e sulla linea adottata dall’associazione riguardo i vari temi.

Si è inoltre parlato di contenimento sui cinghiali da parte dei selecontrollori, del regolamento regionale per la caccia al cinghiale – riguardo il quale Federcaccia ha chiesto di rimandare la classifica delle squadre per avere prima regole omogenee nella compilazione delle liste – e dell’unificazione del mondo venatorio, percorso senza dubbio lodevole e necessario ma che a volte viene strumentalizzato. Apprezzamento generale è stato inoltre espresso per il calendario venatorio regionale.

Infine il vicepresidente nazionale Massimo Buconi, che ha sollecitato la regione per un intervento sull’Atc di Terni e, contestualmente, ha espresso rammarico per l’assenza di una qualsiasi reazione all’uscita di Federcaccia dall’Ambito, con il risultato di vedere la gestione della caccia sempre più lontano dai cacciatori. La mancanza di coordinamento sulla prevenzione dei danni, la cui entità quest’anno è preoccupante a livello regionale, potrebbe portare a una proposta di legge che elimini il cinghiale dall’elenco delle specie cacciabili per inserirlo fra quelle nocive, con il concreto rischio che si arrivi all’abbattimento del cinghiale a pagamento. Il vicepresidente nazionale, infine, ha rimarcato la necessità sempre più stringente di creare un fronte unico per opporre resistenza ai numerosi attacchi che la caccia subisce ogni anno.