Il Piano di prevenzione sismica prevede interventi di rafforzamento locale cioè riparazioni localizzate a singoli elementi strutturali, finalizzate e ridurre o eliminare fragilità e innesco di collassi locali, o interventi di miglioramento sismico per i quali le norme tecniche prevedono la valutazione della sicurezza prima e dopo l’intervento sull’intera struttura. Gli edifici oggetto di contributo sono tutti destinati a residenza stabile e continuativa di nuclei familiari, all’esercizio continuativo di arte o professione o destinati ad attività produttive. I Comuni nei quali sono ubicati gli edifici risultati finanziabili dovranno effettuare opera di controllo, validazione e rendicontazione degli interventi. L’importo complessivo del contributo regionale corrisponde, al massimo, all’ammontare delle spese effettivamente sostenute dal beneficiario finale per interventi sulle parti strutturali dell’edificio; in caso di spese documentate inferiori all’importo erogato si procederà, su proposta del Comune competente, alla compensazione dei saldi o al recupero delle somme eccedenti già liquidate. In caso di rinuncia da parte dei beneficiari finali dei contributi, i Comuni, nel darne immediata comunicazione alla Regione, provvederanno al recupero delle somme eventualmente già erogate ed alla restituzione dell’intero ammontare all’Amministrazione regionale che potrà destinare quei fondi o altro tipo di economie a favore dei successivi interventi della medesima graduatoria o a successive azioni di prevenzione sismica.