Un incontro informativo per fare il punto sulla fase di emergenza in Umbria dopo il terremoto: con questa finalità la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha promosso questa mattina al Centro regionale di protezione civile di Foligno, una riunione con i parlamentari eletti in Umbria, a cui hanno partecipato anche il Prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro, la Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Donatella Porzi e gli assessori regionali Fabio Paparelli e Antonio Bartolini. Rispetto all’evento che ha colpito Marche e Lazio e che ha purtroppo causato anche delle vittime “l’emergenza in Umbria – ha spiegato Marini – si concentra soprattutto in alcuni comuni della Valnerina dove si sono registrate lesioni agli edifici e una parte della popolazione ha abbandonato le abitazioni anche perché ha paura di dormire nelle proprie case. Si tratta di lesioni – ha aggiunto la presidente – che sembrano non riguardare parti strutturali degli edifici e ciò è dovuto alla qualità degli interventi di consolidamento e ricostruzione realizzati a seguito dei precedenti terremoti che hanno interessato l’Umbria”. Relativamente alla “reale stima ed entità dei danni a edifici, infrastrutture, attività commerciali e produttive un quadro più preciso – ha detto – si avrà nei prossimi giorni quando sarà possibile eseguire sopralluoghi in condizioni di sicurezza. D’intesa con il Dipartimento di protezione civile nazionale – ha aggiunto la presidente – proseguiremo a gestire l’emergenza in maniera autonoma ed autosufficiente perché abbiamo competenze ormai strutturate nel sistema di protezione civile regionale e mezzi idonei in questa fase a rispondere ai bisogni dei cittadini. A voi parlamentari – ha concluso la presidente – chiediamo un rapporto costante nell’ambito sia dei provvedimenti di emergenza, che di quelli di spettanza di governo e parlamento affinché vengano previste misure e risorse che aiutino al più presto a tornare per quanto possibile alla normalità”. I parlamentari umbri hanno assicurato il proprio impegno nel seguire da subito le prime determinazioni che verranno assunte dal governo ed i successivi provvedimenti, anche nel quadro di un confronto collegiale tra governo e presidenti delle Regioni interessate dal sisma.