“Sono passati 36 anni ma sembra appena ieri per una strage assurda, che ha distrutto la vita di 85 persone, che ha portato via, tra queste, il nostro Sergio, che ha lasciato nel dolore tante famiglie, tra le quali mamma e papà Secci”. Il Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ricorda, così, quella tragica pagina della storia italiana. E lo fa in una nota pubblicata sul sito istituzionale del Comune. “Il dolore e la non rassegnazione per quanto avvenuto il 2 agosto del 1980, a Bologna, sono presenti in tutti noi – prosegue – in una città nel quale il ricordo di Sergio Secci, un ragazzo brillante, di grande spessore umano e intellettuale è ancora vivo, come dimostrano anche oggi i ricordi che leggiamo e sentiamo dei suoi amici, dei suoi insegnanti, di mamma Lidia, di quanti lo hanno conosciuto, apprezzato e amato. La vicenda di Sergio, della strage di Bologna – sottolinea Di Girolamo – è qualcosa di non superabile, una pagina buia della Repubblica, che purtroppo veniva da tante altre pagine di dolore, quelle del terrorismo, della strategia della tensione, dello scontro armato che voleva colpire le opposte fazioni e più in generale la democrazia di questo Paese. La strage fascista di Bologna che ha visto la condanna definitiva degli esecutori materiali dell’attentato è ancora da comprendere e da chiarire in molti aspetti. E’ chiaro ed attuale invece il messaggio che ha lasciato: il terrorismo, ieri come oggi, è qualcosa di aberrante, di profondamente ingiusto e vigliacco. Mi unisco alla delegazione del consiglio comunale di Terni che oggi con il gonfalone è stata presente a Bologna, mi unisco alle parole profonde della presidente Marini, sono soprattutto vicino alla mamma di Sergio, ai tanti amici che ancora oggi – conclude il Sindaco di Terni – hanno avuto lacrime profonde e ricordi indelebili di una esistenza così carica di frutti e potenzialità”.