Al 31 dicembre 2015 le donazioni totali nella provincia di Terni sono state insufficienti al fabbisogno ematico degli ospedali, nonostante le donazioni di donatori periodici Avis siano aumentate del 2,95%. Sono state effettuate 12.234 chiamate dei soci donatori e per soddisfare le esigenze sono state richieste fuori provincia oltre 850 unità di sangue ed emoderivati”. Dino Iannaccio presidente dell’Avis provinciale di Terni, traccia il bilancio dell’attività dell’associazione che conta su 6.238 donatori e 131 collaboratori, pari al 5,75% della popolazione tra 18 e 65 anni. “A fronte dei risultati positivi del 2015, nei primi 4 mesi di quest’anno si è registrata una perdita di 165 donazioni di sangue ed emoderivati pari al -8,30% con una proiezione al 31 dicembre di -349 donazioni pari al -4,51%”. Per Iannaccio “il dono periodico del sangue non è un fatto privato o di categoria che interessa una parte della popolazione, ma è l’elemento di valutazione della civiltà e senso civico di una comunità. Ogni cittadino in buona salute può donare il sangue, contribuendo così a garantire il giusto e necessario apporto alle attività mediche e chirurgiche nella provincia di Terni”.